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Salini Impregilo punta a chiudere acquisizione Astaldi entro sem1 2020 - Ferrari

di Elisa Anzolin e Stephen Jewkes

di Elisa Anzolin e Stephen Jewkes

MILANO (Reuters) - Salini Impregilo punta a chiudere l'acquisizione di Astaldi nella prima metà del prossimo anno e non ritiene che l'inchiesta che ha coinvolto due dei commissari giudiziari della società in concordato possa rallentare l'operazione.

E' quanto spiegato a Reuters dal direttore generale di Salini Impregilo Massimo Ferrari.

"Il prossimo grande passo è Astaldi con tutti i contratti che si porta dietro", ha detto Ferrari in un'intervista telefonica, aggiungendo che una volta conclusa l'acquisizione verrà aggiornato il piano industriale.

La procura di Roma ha avviato un'indagine che coinvolge due dei tre commissari della procedura concordataria di Astaldi, l'attestatore e di un altro professionista, volta a verificare ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari e istigazione alla corruzione.

Gli accertamenti, ha precisato la procura in una nota dei giorni scorsi, riguardano specifiche condotte di persone fisiche e non coinvolgono le attività tuttora in corso dell’azienda.

Ferrari ha, inoltre, spiegato che Salini Impregilo sta guardando anche all'acquisizione di contratti e asset di altre piccole società. In particolare il gruppo sta già facendo delle offerte per degli asset di Condotte.

Salini Impregilo ha di recente chiuso un aumento di capitale da 600 milioni nell'ambito di Progetto Italia, che ha portato Cdp nel capitale con una quota intorno al 19%. L'azionista Salini Costruttori detiene circa il 45% del capitale post aumento rispetto al precedente 75%.

Dei 600 milioni, 225 saranno utilizzati per entrare nel capitale di Astaldi con una quota di maggioranza e dare vita a un campione nazionale delle costruzioni in grado di porsi come soggetto aggregante in un settore colpito dalla crisi.

Il direttore generale del gruppo di costruzioni, che proprio oggi dovrebbe dare un aggiornamento sul terzo trimestre, ha inoltre sottolineato che la società ha chiuso i nove mesi con nuovi ordini intorno ai 7 miliardi di euro, la maggior parte negli Stati Uniti e in Australia.

Ferrari, che è anche nel Cda di Telecom Italia e Cairo Communication, infine non ha escluso che il gruppo possa decidere di lanciare un nuovo bond per rifinanziarsi e allungare le scadenze.

"Stiamo guardando anche al mercato obbligazionario. Approfittiamo dell'aumento e delle buone condizioni del mercato del debito per vedere se ci sono opportunità. Decideremo a brevissimo", ha aggiunto il manager.


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(In redazione a Milano Cristina Carlevaro)