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Salini: "Un'alleanza per il futuro del Paese in sinergia pubblico-privato"

webinfo@adnkronos.com
·3 minuti per la lettura

"Il 2020 ha sorpreso il nostro Paese con una pandemia mai vissuta prima, scatenando le condizioni per una profonda crisi economica e occupazionale, su un sistema già fragile. Ma abbiamo trovato la forza per affrontare queste sfide insieme e con una visione comune, con l’ambizione di ridisegnare e progettare il nostro domani, in una sinergia tra pubblico e privato che dobbiamo riuscire a costruire su tutti i livelli, 'un’alleanza per il futuro' per l’Italia". E' questa la rotta indicata dall'amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, in un intervento pubblicato sulla nuova edizione del 'Libro dei Fatti' voluto dall'editore dell'Adnkronos, Giuseppe Marra

E un esempio è il nuovo ponte di Genova, indica Salini. "Il nuovo ponte di Genova è stato una palestra di questa 'alleanza per il futuro', un progetto in cui esponenti di governo, Regione, Comune, organismi di controllo, aziende costruttrici e un architetto di fama internazionale come Renzo Piano hanno lavorato insieme, mettendo in moto un ingranaggio virtuoso in cui ogni soggetto coinvolto ha contribuito a imprimere la sua accelerazione al progetto", sottolinea Salini evidenziando i tempi record per la realizzazione del ponte che hanno consentito "di restituire alla città un’opera strategica dimostrando che in Italia le infrastrutture di qualità si possono fare e in sicurezza".

"Il ponte di Genova - sottolinea ancora l'ad di Webuild - rappresenta oggi un modello per un Piano infrastrutturale di manutenzione e di ricostruzione che in Italia deve partire immediatamente per investire in mobilità sostenibile, nelle scuole, negli ospedali e nel settore penitenziario, creando occupazione e valorizzando le competenze che il nostro Paese è in grado di esprimere".

"Un Piano infrastrutturale al servizio dei bisogni del nostro Paese che vogliamo contribuire a realizzare con Progetto Italia, l’operazione di consolidamento industriale che abbiamo promosso con il supporto dei principali attori istituzionali e finanziari del Paese. Questa operazione di sistema - spiega Salini - si concretizza con la integrazione in Webuild di diversi soggetti che rappresentano le migliori eccellenze del mercato italiano nel settore delle infrastrutture, per ridare slancio a un settore in crisi, permettendo di far ripartire i cantieri sul mercato interno, e di competere alla pari con i player più grandi sui mercati internazionali".

"Webuild, il nome che abbiamo scelto per il nostro nuovo gruppo, racconta - evidenzia infine Salini - proprio questa ambizione: realizzare grandi opere in Italia e crescere insieme sui mercati internazionali. Siamo uomini e donne del fare, e abbiamo la responsabilità di mettere al servizio del Paese competenze e impegno perché l’Italia continui a essere sinonimo di eccellenza nel mondo".

Altri grandi progetti sono in via di definizione. "Dopo Webuild, è l'ora dei pagamenti" per la creazione di campioni nazionali, spiega in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore' l'amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo, indicando gli obiettivi e le strategie del gruppo su questo fronte all'indomani della fusione Nexi-Sia. Un fronte, sottolinea Palermo, sul quale "Cdp si sta impegnando a fondo". "Per esempio - dice Palermo - abbiamo lanciato Webuild, il polo delle costruzioni nato intorno a Salini Impregilo, in cui sono entrati Cdp e Banca Intesa Sanpaolo. Ora tocca a Sia e Nexi, leader mondiali in un settore trainante, e questo è un punto di forza importante".

"Per Cdp - afferma ancora Palermo - lo sviluppo economico del nostro paese passa per i pagamenti digitali, la connettività e la logistica integrata, tutte ugualmente decisive. Questi sono i fronti su cui investire e su cui Cdp è già impegnata. Il primo caso è testimoniato dall'operazione di ieri. Nel secondo siamo presenti con le partecipazioni in Open Fiber e Tim. Sul terzo sosteniamo da sempre lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto del nostro Paese, che oggi avrebbero bisogno di quell'upgrade tecnologico tale da renderle smart, digitali e integrate".