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Salvini difende la fede cristiana e il Natale ma commette un errore: “Maria, la mamma. Giuseppe, il papà”

·5 minuto per la lettura
natale
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In seguito alla diffusione del documento sulla comunicazione inclusiva da rispettare presso le istituzioni europee diffuso dalla Commissione europea, la destra italiana si è detta scandalizzata e indignata. Secondo il documento, tra gli elementi che promuovono la disuguaglianza figurano anche la religione cristiana, alcuni nomi legati alla religione e la celebrazione del Natale. Proprio a simili constatazioni la destra italiana si è ribellata, spingendo il leader della Lega, Matteo Salvini, a postare un particolare messaggio sui suoi canali social.

Salvini difende la fede cristiana e il Natale ma commette un errore: “Maria, la mamma. Giuseppe, il papà”

Nella serata di lunedì 29 novembre, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha scritto un singolare post sui suoi canali social che riporta il seguente messaggio: “Maria. Giuseppe. Viva il Natale. Sperando che in Europa nessuno si offenda…”.

Il messaggio, poi, è stato corredato da un’immagine che riporta le parole: “Maria, la mamma. Giuseppe, il papà. Viva il Santo Natale”.

Il post condiviso da Salvini si ricollega a quanto recentemente riportato nel documento sulla comunicazione inclusiva presentato dalla Commissione europea, volto a limitare gli elementi di disuguaglianza tra coloro che operano all’interno delle istituzioni europee e che appartengono a razze, etnie o religioni differenti tra loro.

Il messaggio del leader della Lega, quindi, è volto a difendere il credo cristiano e a tutelare l’identità dei fedeli in Italia.

Salvini, l’errore criticato dagli utenti: “Giuseppe non era il papà”

In una manciata di minuti soltanto, le parole di Matteo Salvini sono state commentate da centinaia di utenti che hanno appoggiato la presa di posizione del leghista, rivendicando le proprie radici e condannando l’intromissione dell’Unione Europea in materia di fede.

Tra i tanti utenti, però, alcuni hanno anche voluto porre l’accento su un errore commesso dal politico nello scrivere il messaggio. Questi utenti, in particolare, si sono soffermati sulla figura di Giuseppe e sulla scelta di Salvini di definirlo “il papà”.

A questo proposito, alcuni hanno scritto messaggi come “Mi dispiace, però Giuseppe non è il papà. Non ha letto la Bibbia, mi sembra. Con tutto il rispetto, prima di scrivere pensi bene se è vero quello che dice” oppure “Ma Giuseppe non era proprio il papà…”.

A simili obiezioni, molti sono intervenuti definendo Giuseppe come “padre putativo”, ricevendo in risposta commenti come “Non era comunque la famiglia perfetta che il post di Salvini voleva dimostrare”.

Infine, tra gli utenti dalle mentalità più aperte, c’è chi ha contestato il post di Matteo Salvini, asserendo: “Maria: il più antico esempio di utero in affitto. Giuseppe: tutore legale”.

Salvini difende la fede cristiana e il Natale: le polemiche della destra italiana

In relazione al documento diffuso dalla Commissione europea, nella giornata di domenica 28 novembre, è intervenuta la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha twittato: “La Commissione europea, tramite un documento interno, considera il Natale festività poco ‘inclusiva’. Nel bersaglio anche i nomi Maria e Giovanni. Il motivo? Potrebbero risultare ‘offensivi’ per i non cristiani. Ora basta, la nostra storia e la nostra identità non si cancellano”.

Intanto, Antonio Tajani di Forza Italia e altri europarlamentari del medesimo partito hanno comunicato di voler procedere con un’interrogazione scritta alla Commissione europea.

Salvini difende la fede cristiana e il Natale: il documento presentato dalla Commissione europea

Nello specifico, per quanto riguarda il documento della Commissione europea, il suo obiettivo consiste nel promuovere una comunicazione corretta e inclusiva, già esistente in precedenza ma recentemente revisionata.

L’obiettivo principale della Commissione europea consiste nel ribadire che “ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattata in maniera eguale, senza riferimenti di genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale”.

L’Unione Europea, dunque, non ha intenzione di cancellare il Natale ma indica che le festività vengano spogliate di connotazioni religiose. Il documento, ad esempio, invita a preferire espressioni come “le festività sono stressanti” piuttosto che “il Natale è stressante”. Il Natale, infatti, è un periodo festivo per quasi tutti ma non per tutti è una festività religiosa. Inoltre, il documento chiede di “non usare nomi propri tipici di una specifica religione” per fare esempi e di “evitare di dare per scontato che tutti siano cristiani”.

È in questo contesto che si è inserisce la polemica della destra italiana che si sente minacciata dall’Unione Europea in relazione alla sua identità religiosa e cristiana.

Salvini difende la fede cristiana e il Natale: UE e promozione della comunicazione inclusiva

Per quanto riguarda le raccomandazioni presentate nel documento dalla Commissione europea, infine, viene anche riportato quanto segue: “Non usare nomi o pronomi che siano legati al genere del soggetto; mantenere un equilibrio tra generi nell’organizzazione di ogni panel; se si utilizza un contenuto audiovisivo o testimonianze, assicurarsi la diversità sia rappresentata in ogni suo aspetto; non rivolgersi alla platea con le parole ‘ladies’ o ‘gentleman’ ma utilizzare un generico ‘dear colleagues’; quando si parla di transessuali identificarli secondo la loro indicazione; non usare la parola ‘the elderly’ ma ‘older people’; parlare di persone con disabilità con riferimento prioritario alla persona”.

Le indicazioni fornite sono volte alla creazione di un nuovo linguaggio che, almeno in contesto internazionale, favorisca l’inclusività. L’intento non è abolire le tradizioni del singolo o di una cultura specifica ma rispettare quelle di tutti.

Salvini difende la fede cristiana e il Natale: la neutralità religiosa rivendicata dalla Commissione europea

In seguito alle polemiche scaturite con la diffusione del documento, alcune fonti interne alla Commissione europea sono state contattate dall’Ansa e hanno spiegato: “Non vietiamo o scoraggiamo l’uso della parola Natale, è ovvio. Celebrare il Natale e usare nomi e simboli cristiani sono parte della ricca eredità europea. Come Commissione, siamo neutrali sulle questioni delle religioni, abbiamo un costante dialogo con tutte le organizzazioni religiose e non confessionali – e hanno aggiunto –. Quanto alle nuove linee guida, si tratta di un documento interno preparato ad un livello tecnico con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di una comunicazione inclusiva”.

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