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Salvini ignora Confindustria, Di Maio la corteggia

Giuseppe Colombo

C’è l’invasione dei 5 stelle e il semi-deserto leghista all’Assemblea di Confindustria. Matteo Salvini non c’è: ha declinato l’invito. Claudio Borghi è seduto in quarta fila, circondato da due imprenditori intenti a districarsi sui rispettivi cellulari piuttosto che a seguire l’intervento dal palco di Luigi Di Maio. Giulia Bongiorno, anche lei in quota Lega, è l’eccezione che fa capolino tra una folla di ministri e sottosegretari pentastellati che hanno colonizzato le poltrone più vicine al palco. Auditorium Parco della Musica, assemblea annuale di Confindustria, l’ultima di Vincenzo Boccia presidente. Diventa, plasticamente, una fotografia della frattura tra Lega e M5S e allo stesso tempo delle distanze fra gli imprenditori e i partiti di maggioranza. Un posizionamento che si è evoluto nel corso dei mesi e delle ultime settimane, portando Confindustria più vicina a M5S che alla Lega. Ma se risuonano forti le bordate di Boccia a Salvini su deficit e migranti (con applauso della platea), il collante con i 5 stelle è ancora molto liquido, a cominciare dalla strategia sulle infrastrutture. 

Nella prima fila istituzionale, al centro c’è il capo dello Stato Sergio Mattarella, applauditissimo, presente per omaggiare Vincenzo Boccia, che lascia la sala proprio quando il presidente degli industriali termina il suo discorso. Ci sono i presidenti delle Camere Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, c’è il premier Giuseppe Conte. Siedono poi i past president di Confindustria Emma Marcegaglia e Luigi Abete, i vicepresidenti della Camera Mara Carfagna e Ettore Rosato. Ci sono Enzo Moavero e Nicola Zingaretti. Agli estremi della prima fila e soprattutto subito dietro, una pattuglia di 5 stelle: Laura Castelli, Stefano Buffagni, Vincenzo Spadafora, Manlio Di Stefano, Davide Crippa. C’è il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. 

Quando Di Maio sale sul palco per il tradizionale intervento che spetta al ministro dello Sviluppo...

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