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Salvini, Meloni e Tajani al Quirinale: unico scenario il voto

Federica Fantozzi
·Giornalista
·1 minuto per la lettura
Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani (Photo: )
Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani (Photo: )

“Questo governo è bloccato, il Paese è bloccato. In assenza di una maggioranza che funzioni, Conte si deve dimettere”. Scenari alternativi: soltanto il voto. Nessuno spazio per ipotesi di unità nazionale. Escluso, per la prima volta, anche un esecutivo di centrodestra: troppo variabili le geometrie, troppo volatili le maggioranze. L’incontro dei tre leader del centrodestra con il capo dello Stato Mattarella al Quirinale certifica lo stallo istituzionale di questo momento. E persino un irrigidimento. Nessun passo avanti sulla via del dialogo tra maggioranza e opposizione, nessun passo indietro dalla strada delle urne.

Salvini, Meloni e Tajani mantengono unite le posizioni e aspettano di vedere le carte decisive di Conte, soprattutto mentre l’operazione “volonterosi” - complice anche l’avviso di garanzia al segretario Udc Lorenzo Cesa – non decolla. L’ennesimo vertice del centrodestra blinda la mediazione e offusca i distinguo in una laconica nota congiunta: “Abbiamo manifestato al presidente della Repubblica la preoccupazione per la condizione dell’Italia. Il voto di martedì ha certificato l’inconsistenza della maggioranza. Con questo Parlamento è impossibile lavorare. Ribadita al presidente la fiducia nella sua saggezza”.

Non una sillaba messa nero su bianco sul dopo. Neppure sulla “via maestra” delle urne, cara a Giorgia Meloni (che infatti fuori preciserà: “Il problema è anche questo Parlamento che non può risolvere i problemi della Nazione”) e seguita da Matteo Salvini, su cui è più tiepido Antonio Tajani che però ha il mandato di Berlusconi di non smarcare Forza Italia. E dunque si limita a un commento più soft: “Abbiamo espresso preoccupazione per la situazione economica e sanitaria, la maggioranza non ha i numeri”. Già: lo stratega d’aula Roberto Calder...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.