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'Prima l'Italia', Salvini torna in piazza a Roma

·2 minuto per la lettura

Matteo Salvini in camicia bianca torna in piazza per 'Prima l'Italia'. E rilancia sul progetto 'federativo' del centrodestra "perché sono testardo e quello è il mio obiettivo" e sui referendum per cambiare la giustizia "perché chiedere agli italiani di votarli è esempio di democrazia e libertà", replicando all'Anm, con l'invito implicito all'intervento di Mattarella ("chi di dovere ora si occupi della cosa"). Poi sfoggia il suo romanesco ("daje") sulle note di 'Roma capoccia' di Venditti, per lanciare il ticket Michetti-Matone, non a caso i primi a parlare dal palco, subito dopo i lavoratori in sciopero di Ikea.

Alle 16, quando inizia la prima grande manifestazione di piazza voluta dalla Lega dopo lo stop pandemico, l'afa romana lascia la piazza della bocca della verità, dove l'ombra è un miraggio, con alcuni spazi vuoti. "Venite al centro, facciamoci vedere tutti", dice più volte il leader leghista, invitando chi si rifugia nei giardinetti antistanti per un po' di refrigerio, a prendere posto sotto il palco azzurro. Dall'organizzazione assicurano che ci sono 5mila persone presenti, "nonostante le restrizioni" previste per sicurezza e distanziamento anti-covid. Quella leghista, di certo, è una piazza senza simboli, come sottolinea lo stesso Salvini: "Non abbiamo portato simboli di partito - rivendica - perché noi pensiamo che viene prima l'Italia".

Ed è una piazza dove anche i dirigenti della Lega, i ministri Erika Stefani e Massimo Garavaglia, i governatori di Lombardia, Attilio Fontana, di Calabria, Nino Spirlì, e Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga si limitano a salutare e poco più, per poi cedere la parola alla società civile, chiamata sul palco a più riprese. Tra chef, ristoratori e imprenditori.

Chi parla più a lungo sono i due del ticket romano, anche loro 'civici': Simonetta Matone e Enrico Michetti. Con la prima che rivendica che "per noi uno non vale uno" e che con "Michetti andremo d'accordo, perché veniamo da mondi diversi". Il tribuno del popolo, da parte sua, ricorda come "un tempo Roma rappresentava la più bella cartolina del pianeta, oggi nel pianeta invece ci conoscono per i rifiuti che gli mandiamo''. Entrambi promettono che Roma con loro avrà la svolta. Benedetti entrambi dal 'daje' di Salvini.

Nel frattempo, la kermesse leghista, da' spettacolo, con la cantante Annalisa Minetti che apre l'evento con la sua versione dell''inno di Mameli', che scalda un pubblico già provato dagli oltre 30 gradi. Poi, poco dopo le 18, sarà lei a chiudere l'evento con un altra performance canora, dopo oltre due ore di manifestazione. Salvini che ha parlato poco, non si trattiene: "Venite a fare foto, chi vuole può avvicinarsi al palco, ma facciamoli giù, che è più sicuro" dice ai partecipanti. Riparte la processione dei fan del leader leghista, che non si fa pregare per tornare alle vecchie abitudini di piazza. (di Francesco Saita)

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