Sanremo 2013: quanto costa uno spot pubblicitario?

Come sempre, il day after la prima serata del festival di Sanremo, quello che conta di più, anche più delle canzoni stesse, sono certi numeri. Auditel, share e soprattutto, gli introiti guadagnati con le pubblicità.

A fare i conti con ricavi pubblicitari ci pensa la Sipra, la società concessionaria della Rai che gestisce le pubblicità per il servizio pubblico televisivo e radiofonico. Come? Attraverso un listino - scaricabile dal sito della società - in cui sono presenti i costi degli spazi pubblicitari in base al palinsesto, all'orario e al programma televisivo. Per questo festival, lo scopo della Sipra è quello di pareggiare i ricavi, che negli ultimi anni sono stati nell'ordine di 15 milioni di euro. Un obiettivo che, stando anche agli ascolti della prima serata - nel prime time la kermesse sonora è stata seguita da 14.196.000 spettatori, con uno share del 47,61% - potrebbe anche essere abbondantemente superato. Anche perchè, per l'occasione la Sipra ha rialzato i prezzi del listino.

Ad esempio, per il primo break, previsto intorno alle 21.15, 30 secondi di pubblicità sono stati offerti a 200 mila euro nella prima serata e in quella finale, 10 mila euro in più rispetto ai 190 mila euro dell'anno scorso, a 150 mila euro nella seconda e nella terza serata e 170 mila euro nella quarta (20 mila euro in più rispetto all'anno precedente). Prezzi rialzati anche per il terzo break, intorno alle 23: per la prima serata il valore è di 170 mila euro - contro i 155 mila dell'anno scorso - mentre per le altre serate i prezzi di listino sono rimasti identici a quelli del 2012.  Così, per comprare tutta la sponsorizzazione - che consiste in spot da 60 secondi, quelli da 4 secondi, promo da 5 secondi nell'access prime time, cartellonistica e web - occorreranno almeno 3,6 milioni di euro.

"Evidentemente - spiega Francesco Siliato, docente di Sociologia delle comunicazioni al Politecnico di Milano - la Sipra punta a monetizzare i risultati del 2012 e si aspetta gli stessi ascolti dell'anno scorso". Ascolti che, al momento si stanno assestando molto bene.

Stando a questi calcoli, quindi, si potrebbe dire che il festival - definito il festival dell'austerity perchè costato "solo" meno di 11 milioni di euro, rispetto ai 13 milioni dello scorso anno e con il cachet della Littizzetto che si aggira intorno ai 300 mila euro, una miseria rispetto agli 800 mila di Gianni Morandi - potrebbe essere ripagato all'80% con gli spot. Il problema però, sta nella mission della Rai, quella di essere ancora un servizio pubblico che dovrebbe sorreggersi - o almeno provarci - principalmente con il canone annuo. Evitando così che il festival diventi un contenitore pubblicitario dove gli spot sono più numerosi delle canzoni.
Purtroppo, il buco nero nel bilancio - a fine 2012 la perdita è stata di circa 200 milioni di euro - non permette alla Rai di poter staccare la spina dalla parte commerciale.
E anche se non si sa ancora chi sarà il vincitore del festival, siamo certi che la pubblicità può già cantare vittoria.