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Sant'Egidio: senza anziani non c' futuro, no sanit selettiva

·3 minuto per la lettura

Roma, 20 mag. (askanews) - Da una preoccupazione della Comunit di Sant'Egidio sul futuro delle nostre societ - emersa in questi giorni durante la crisi causata dal coronavirus - nasce un appello, tradotto in diverse lingue e diffuso a livello internazionale, intitolato "Senza anziani non c' futuro" ed un "appello per ri-umanizzare le nostre societ. No a una sanit selettiva". E' rivolto a tutti, cittadini e istituzioni, per un deciso cambiamento di mentalit che porti a nuove iniziative, sociali e sanitarie, nei confronti delle popolazioni anziane. Nella pandemia del Covid-19 gli anziani sono in pericolo in molti paesi europei come altrove. Le drammatiche cifre delle morti in istituto fanno rabbrividire. Molto ci sar da rivedere nei sistemi della sanit pubblica e nelle buone pratiche necessarie per raggiungere e curare con efficacia tutti, per superare l'istituzionalizzazione. Siamo preoccupati dalle tristi storie delle stragi di anziani in istituto. Sta prendendo piede l'idea che sia possibile sacrificare le loro vite in favore di altre. Papa Francesco ne parla come "cultura dello scarto": toglie agli anziani il diritto ad essere considerati persone, ma solo un numero e in certi casi nemmeno quello. In numerosi paesi di fronte all'esigenza della cura, sta emergendo un modello pericoloso che privilegia una "sanit selettiva", che considera residuale la vita degli anziani. La loro maggiore vulnerabilit, l'avanzare degli anni, le possibili altre patologie di cui sono portatori, giustificherebbero una forma di "scelta" in favore dei pi giovani e dei pi sani. Rassegnarsi a tale esito umanamente e giuridicamente inaccettabile. Lo anche in una visione religiosa della vita, ma pure nella logica dei diritti dell'uomo e nella deontologia medica. Non pu essere avallato alcuno "stato di necessit" che legittimi o codifichi deroghe a tali principi. La tesi che una pi breve speranza di vita comporti una diminuzione "legale" del suo valore , da un punto di vista giuridico, una barbarie. Che ci avvenga mediante un'imposizione (dello Stato o delle autorit sanitarie) esterna alla volont della persona, rappresenta un'ulteriore intollerabile espropriazione dei diritti dell'individuo. L'apporto degli anziani continua ad essere oggetto di importanti riflessioni in tutte le civilt. Ed fondamentale nella trama sociale della solidariet tra generazioni. Non si pu lasciar morire la generazione che ha lottato contro le dittature, faticato per la ricostruzione dopo la guerra e edificato l'Europa. Crediamo che sia necessario ribadire con forza i principi della parit di trattamento e del diritto universale alle cure, conquistati nel corso dei secoli. ora di dedicare tutte le necessarie risorse alla salvaguardia del pi gran numero di vite e umanizzare l'accesso alle cure per tutti. Il valore della vita rimanga uguale per tutti. Chi deprezza quella fragile e debole dei pi anziani, si prepara a svalutarle tutte. Con questo appello esprimiamo il dolore e la preoccupazione per le troppe morti di anziani di questi mesi e auspichiamo una rivolta morale perch si cambi direzione nella cura degli anziani, perch soprattutto i pi vulnerabili non siano mai considerati un peso o, peggio, inutili.

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