Sardegna Tirocini: quando l’avviso pubblico va in crash

Erano in diecimila pronti a compilare i form e a caricare sul sito Sardegnatirocini.it tutto il materiale necessario per chiedere di lavorare per sei mesi, retribuiti con i 500 euro lordi dei voucher messi a disposizione della Regione Sardegna. Ma alle ore 10 del 15 gennaio, la maggior parte dei candidati ha visto comparire sul sito la scritta “Siamo sotto attacco hacker: vi preghiamo di continuare a provare”. Niente da fare, la “corsa” per aggiudicarsi i 1.700 voucher (per un totale di 5 milioni di euro) è stata stroncata sul nascere. Non a causa degli hacker (che avrebbero reso irraggiungibile il sito)  ma a causa di un semplice crash del sistema determinato da un eccessivo picco di accessi.

Il fattaccio è l’ennesima riprova – se ancora ce ne fosse bisogno – di come ogni riflessione critica sul digital divide italiano sia spesso approssimata per difetto. Molto spesso le chiamate pubbliche di enti istituzionali si concludono con un crash che, invece dei più meritevoli, finisce per premiare soltanto i più veloci. Qualche anno fa era successa la stessa cosa nel giorno in cui il Ministero della Ambiente lanciò gli incentivi per l’acquisto delle biciclette, ora di mezzo ci vanno i lavoratori.
 
E dire che la Sardegna è stata, sin dagli anni Novanta, una delle regioni all’avanguardia nell’online: l’Unione Sarda è stato uno dei primi quotidiani al mondo a riproporre online i propri contenuti e il fondatore di Tiscali Renato Soru, dopo i successi in campo imprenditoriale è stato governatore della regione dal 2004 al 2008. Stavolta, però, qualcosa è andato storto. Dopo il pasticciaccio il presidente regionale Ugo Cappellacci ha fatto sapere su Facebook che, qualora dovesse essere confermata un'azione di hackeraggio, la procedura verrà annullata e si ripartirà da zero in modo da permettere una selezione rispettosa di criteri meritocratici. Sempre secondo le dichiarazioni del governatore sardo, in ogni caso, viste le numerose richieste pervenute, verranno stanziate maggiori risorse per soddisfare un più ampio numero di richiedenti.

Per accedere al bando occorreva (occorrerà?) registrarsi e rispondere a determinati requisiti:
• essere inoccupati o disoccupati maggiorenni;
• essere residenti in un comune sardo o, nel caso di extracomunitari, avere permesso di soggiorno utile a coprire il semestre lavorativo;
• non percepire assegni di mobilità o indennità ordinaria di disoccupazione;
• non aver attivato un tirocinio ai sensi della L.196/1997 presso lo stesso soggetto ospitante;
• non beneficiare di altro tirocinio nel momento della domanda (mentre se ne può beneficiare se lo si è ottenuto nel 2012);
• non avere rapporti di parentela e/o affinità (entro il secondo grado) con il titolare o il legale rappresentante o i soci dell’azienda in questione.

Per le imprese, invece, è possibile usufruire dei voucher se la costituzione societaria è disciplinata dal diritto privato e se si è in possesso di una sede legale od operativa sull’isola. Tutte le convenzioni devono essere validate sia dal tirocinante che dal legale rappresentante dell’azienda con un form che va compilato e inoltrato online, su Sardegnatirocini.it. Dopo le 1400 domande presentate in meno di due ore lo scorso 15 gennaio, ora ci sarà una seconda possibilità: o per gli oltre 8mila rimasti fuori o per tutti 10mila della prima tornata se la selezione del 15 gennaio verrà invalidata. Intanto per chiarire cosa sia veramente successo su Facebook sono nati alcuni gruppi fra cui Sardegna Tirocini 2013: e chi ce l’ha fatta?