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Scambio casa, come funziona e quanto si risparmia

I vantaggi dell'house swap, un modo alternativo e low cost di viaggiare

Scambio casa (Fotolia)

Tu dai la casa a me e io la dò a te. Senza scambio di denaro né problemi burocratici. E’ questo il concetto alla base dello scambio di casa, un modo alternativo e low cost di viaggiare, fare vacanza e risparmiare che si sta diffondendo sempre di più.

Sarà per effetto della crisi o semplicemente per sperimentare metodi nuovi di conoscere persone, ma finora gli iscritti ai siti che si occupano di organizzare gli “home exchange” sono centinaia di migliaia in tutto il mondo. In Italia, si tratta di un fenomeno più ristretto: vi aderiscono circa 5.000 persone, calcolando anche gli scambi organizzati direttamente o tramite i gruppi di acquisto solidale. Tuttavia, l’interesse verso questa tendenza cresce di continuo.

A organizzare lo swap di case sul mercato italiano sono più frequentemente alcune agenzie (reperibili digitando sui motori di ricerca parole chiave come “scambio casa” o “house swap”) che in cambio di una quota associativa annua che va mediamente dai 30 ai 100 euro, forniscono la garanzia di alloggiare in una casa, nel posto del mondo che si preferisce (a patto che ci siano persone abbonate allo stesso circuito) e nel periodo dell’anno più congeniale. Le tariffe possono salire se i servizi offerti sono maggiori o se si vuole accedere a un circuito di case di lusso.

Per scambiare casa bisogna seguire alcuni passaggi. Intanto, è necessario trovare chi offre il servizio e iscriversi pagando la propria quota. Oltre ai siti più consultati in Italia, si può fare affidamento anche sulle agenzie online straniere, diffuse soprattutto negli Stati Uniti. Una volta iscritti, bisogna descrivere bene (meglio se in inglese) ciò che si vuole scambiare, corredando il tutto con foto e informazioni dettagliate: di solito si scambia la prima casa o la seconda (soprattutto nei casi di scambi non simultanei), ma c'è anche chi cede l'auto, il camper o addirittura la barca. Una formula sempre più comune è anche il pet sitting durante l'estate: si lascia cioè la casa a chi può custodirla prendendosi cura degli animali domestici.

Dopo aver inserito le foto e le informazioni, è necessario indicare le date in cui ci si vorrebbe muovere e segnalare le possibili destinazioni. A questo punto, si può caricare il proprio annuncio e mettersi alla ricerca di un partner per il baratto di case. Gli annunci spesso si somigliano. Si cerca un alloggio confortevole e non lontano dal centro: tutto sommato, le pretese non sono alte.

Gli utenti sono invece più esigenti sulle destinazioni. Al primo posto c’è la Francia, seguita da Italia, Spagna, Regno Unito e Germania. E pur di trascorrere una vacanza in una casa a Parigi, per esempio, c’è chi accetta anche scambi non alla pari: non si tiene in conto, cioè, se l’abitazione ha lo stesso valore di quella che si cede. Non è raro pertanto che una persona che ha un bilocale in periferia nella capitale francese o a Roma lo scambi con una megavilla in Australia. Anche in presenza di baratti alla pari, il risparmio è garantito: non bisogna pagare le spese per l'alloggio (hotel, campeggio o appartamenti in affitto) e si è incentivati a fare alcuni dei pasti in casa anziché fuori.

Ogni baratto richiede all’incirca due o tre mesi per essere organizzato nei minimi dettagli, anche per evitare brutte sorprese. Occorre, nell’ordine, contattare i proprietari, verificare se sono disponibili, fare una “trattativa” non monetaria in cui stabilire il periodo, porre i quesiti più disparati (Come pulire la casa? Dove lasciare le chiavi? Dove si trova la caldaia?) e informarsi su abitudini ed esigenze della famiglia con cui si fa lo scambio.

C’è anche chi stipula dei mini-contratti privati in cui mettere in chiaro il regolamento dello swap: documenti che, pur non avendo alto valore giuridico, possono essere comunque delle pezze d’appoggio in caso di danni. Anche se, sono pochissimi i casi di danneggiamenti (o di furti) riscontrati. Per maggiore sicurezza, le associazioni che gestiscono i circuiti di “scambisti” propongono anche assicurazioni a copertura di viaggio, salute e servizio di pronto intervento in caso di guasti da riparare. La sicurezza, in ogni caso, non è mai garantita al 100%. Bisogna fare affidamento sulle recensioni e i commenti presenti sul sito e cercare di conoscere più possibile la famiglia con cui barattare l’appartamento. D’altronde, se questo sistema avesse generato situazioni negative probabilmente non si sarebbe diffuso così tanto.

Inoltre, non sono solo la vacanza alternativa e il risparmio a motivare le persone allo scambio. A spingerle c’è anche la possibilità di fare amicizie. Spesso, le relazioni tra chi fa lo swap continuano, soprattutto se non si vive a troppi chilometri di distanza. Capita anche che se la prima esperienza è andata bene, i partner del baratto ospitino i rispettivi figli in caso di spostamenti per vacanze, studio o lavoro. Insomma, dallo scambio di casa allo scambio di ospitalità. E l’economia della condivisione, la sharing economy, si alimenta sempre di più.