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Schroders Climate Progress Dashboard: nel 2021 serve un cambio di passo

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Schroders Climate Progress Dashboard: nel 2021 serve un cambio di passo
Schroders Climate Progress Dashboard: nel 2021 serve un cambio di passo

Il lieve miglioramento di governi e industrie in tutto il mondo nel contenimento dell’aumento delle temperature non basta: occorre ridurre di più le emissioni nel breve periodo

Una stima di innalzamento delle temperature globali di 3,7°C sul lungo termine, rispetto ai livelli pre-industriali, in calo nei confronti dei 3,8°C registrati nell’autunno del 2020. Lo hanno rivelato gli ultimi dati rilevati dal Climate Progress Dashboard (CPD) di Schroders. Quest’ultimo, nato nel 2017, offre a fund manager, analisti e clienti di Schroders un’indicazione relativa ai progressi di governi e industrie in tutto il mondo nei confronti del target di contenimento dell’aumento delle temperature entro i 2°C, stabilito dagli Accordi di Parigi del 2015.

A NOVEMBRE LA CONFERENZA DELLA PARTI (COP26)

Si tratta di un dato in lieve miglioramento sulla scia del trend che vede, negli ultimi anni a livello globale, un incremento significativo delle pressioni su governi e aziende affinché si impegnino nel raggiungimento di zero emissioni nette e fissino obiettivi basati sulla scienza. “È vero che il progresso nella stima complessiva dell’aumento delle temperature può apparire deludente, ma è altrettanto vero che in vista della 26° Conferenza delle Parti (COP26) che avrà luogo a novembre di quest'anno, il numero di policymaker e di aziende che annunciano maggiori dettagli e ulteriori provvedimenti rispetto alle ambizioni e aspirazioni già rese note dovrebbe registrare un sensibile aumento”, ha commentato Andy Howard, Global Head of Sustainable Investments di Schroders.

NUOVI MASSIMI IN EUROPA DEI PREZZI PER LE EMISSIONE DI CARBONIO

Nella valutazione annuale del CPD di Schroders emerge una crescita costante del numero di società più inclini alla lotta ai cambiamenti climatici, con un incremento del 60% negli ultimi due anni di aziende nella fascia con i punteggi più elevati. Da notare che tutti i 12 indicatori del Dashboard sono rimasti invariati o sono migliorati rispetto al trimestre precedente. Cruciali si sono rivelati i prezzi più elevati per le emissioni di carbonio, che hanno raggiunto nuovi massimi in Europa e si attestano su livelli solidi anche negli Stati Uniti.

NECESSARIO RIDURRE LE EMISSIONI NEL BREVE PERIODO

“È incoraggiante sapere che negli ultimi anni la percentuale di output economico mondiale generata da governi con impegni verso la neutralità carbonica ha assunto proporzioni significative, con circa i due terzi del Pil e delle emissioni globali che sono generate in regioni impegnate nella decarbonizzazione”, ha sottolineato Howard che ha poi aggiunto: “Sebbene siano stati fatti dei passi avanti, è necessario un approccio aggressivo e coordinato tra policymaker, investitori e aziende. La lotta efficace al cambiamento climatico impone di guardare non soltanto ai target di lungo termine ma anche di focalizzarsi sui piccoli passi necessari per ridurre le emissioni in tutta la catena del valore nel breve periodo”.

L’IMPEGNO DI SCHRODERS

Il Climate Progress Dashboard di Schroders riporta infatti che solo poco meno di un quinto delle grandi aziende quotate globali si sono impegnate a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dagli Accordi di Parigi. Inoltre, meno di un decimo degli asset istituzionali sono gestiti da asset manager che mirano alla neutralità carbonica. Schroders, gestore attivo che investe nei mercati quotati e privati in tutto il mondo, si è impegnata a incoraggiare le aziende a riorientare i loro modelli di business verso la decarbonizzazione e di essere d’esempio rispetto nelle proprie pratiche aziendali. A dicembre dell’anno scorso, insieme ad altre 29 case d’investimento, Schroders si è unita alla Net Zero Asset Management Initiative rafforzando il proprio impegno a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 o prima, in linea con gli sforzi per limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C.