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Schroders: ecco i buoni motivi per investire in obbligazioni cinesi

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Schroders: ecco i buoni motivi <br />per investire in obbligazioni cinesi
Schroders: ecco i buoni motivi
per investire in obbligazioni cinesi

Valutazioni attraenti, fondamentali solidi, resilienza al Covid, debito in mani domestiche, renminbi solido e bassa correlazione consigliano all’investitore di non trascurare il reddito fisso offerto dal mercato cinese

L’impatto del Covid-19 ha evidenziato l’attrattività del mercato obbligazionario cinese, sia del debito sovrano che corporate, e il ruolo che i bond cinesi possono svolgere nel portafoglio di un investitore. Lo sostiene David Cheng, Investment Director, Fixed Income di Schroders, sottolineando che il reddito fisso cinese ha performato relativamente bene durante il rallentamento innescato dal Covid-19. I titoli di Stato hanno fornito agli investitori i benefici di un asset difensivo, mentre i bond corporate onshore denominati in renminbi sono stati tra gli unici a generare rendimenti positivi in questa fase.

VALUTAZIONI E RENDIMENTI ATTRAENTI

In particolare, secondo Cheng, sono sei i motivi che rendono attraente il fixed income cinese. Al primo posto le valutazioni e i rendimenti assoluti dei bond onshore cinesi ai massimi storici rispetto agli altri bond sovrani dei mercati sviluppati, grazie alla solidità della ripresa economica cinese. Inoltre, il ruolo tradizionale difensivo dei titoli di Stato potrebbe essere limitato nella prossima fase di rallentamento, con rendimenti allo 0%, e anche questo rende il debito cinese un’alternativa difensiva di alta qualità.

FONDAMENTALI SOLIDI E CRESCITA

Il secondo motivo sono i fondamentali solidi della Cina, unica economia mondiale ad aver generato una crescita del Pil nel 2020, con bassa inflazione, che ha permesso alla banca centrale di essere più flessibile, supportando in modo più efficace le imprese. Quindi la composizione del mercato del credito cinese, che lo rende più resiliente al Covid-19, grazie anche a un’esposizione limitata a settori come oil & gas e hospitality, e maggior esposizione alle imprese pubbliche supportate dal governo, così come ai settori focalizzati sul mercato domestico. E poi il fatto che gran parte del debito cinese è detenuto in Cina, differenziando Pechino dagli altri mercati emergenti e rendendola meno vulnerabile alla volatilità dei flussi globali.

REMINBI IN RAFFORZAMENTO SU DOLLARO

Anche la crescente presenza dei bond cinesi negli indici globali e l’ulteriore internazionalizzazione del renminbi sono di supporto. Quindi Cheng cita il momentum positivo del renminbi, che dovrebbe avvantaggiarsi del trend di indebolimento di lungo periodo del dollaro, della sovraperformance della Cina, e del miglioramento delle partite correnti, tutti elementi che dovrebbero supportare uno yuan più forte. Il sesto e ultimo motivo citato dall’esperto di Schroders è la diversificazione e la scarsa correlazione con i bond globali dei mercati obbligazionari cinesi.

BASSA CORRELAZIONE CON GLI ALTRI PAESI

Cheng si aspetta che i bond onshore cinesi resteranno tra le poche asset class con bassa correlazione ai mercati globali, perché la transizione verso un’economia più guidata dai consumi interni è stata accelerata sia dalle tensioni con gli Usa, sia dalla crescita della classe media in Cina. Il focus interno e l’“isolamento" dagli USA implica che i cicli di politica economica e monetaria cinesi saranno meno sincronizzati col resto del mondo. Un esempio che conferma questa minor correlazione è l’approccio più misurato della banca centrale rispetto a gran parte dei mercati sviluppati.

UN MERCATO DIFFICILE DA IGNORARE

In conclusione, l’esperto di Schroders si aspetta che il favorevole profilo di rischio/rendimento, le valutazioni attraenti e i benefici di diversificazione permarranno per i mercati obbligazionari cinesi. Cheng sottolinea che è difficile per gli investitori ignorare questo mercato molto ampio, soprattutto in un contesto globale di tassi inferiori e volatilità più elevata.