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Schroders positiva sui mercati europei nel 2021

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
Schroders positiva sui mercati europei nel 2021
Schroders positiva sui mercati europei nel 2021

Per la storica casa londinese ci saranno opportunità sull’azionario anche grazie agli stimoli fiscali, ma vede prospettive positive anche nei temi legati alla sostenibilità, all’innovazione e al mercato del private equity

Dopo la forte ripresa estiva l’economia europea ha subito le conseguenze della seconda ondata del virus in autunno, ma in entrambe le fasi della crisi le aziende dell’Eurozona sembrano riuscite a superare le difficoltà e sono ora in buona salute. Martin Skanberg, gestore del fondo Schroder ISF EURO Equity, sottolinea gli utili aziendali molto solidi del terzo trimestre 2020 a dimostrazione che dopo la prima fase della pandemia le aziende sono state in grado di controllare i costi e si trovano ora in una buona posizione per una solida ripresa degli utili nel 2021.

L’EFFETTO DELLE MISURE DI STIMOLO

Secondo l’esperto di Schroders gli stimoli fiscali messi in campo da Europa e Stati Uniti continueranno a supportare l’azionario, insieme alle misure della BCE, con prospettive incoraggianti legate anche a una ripresa ‘green’ che dovrebbe supportare i titoli legati all’energia rinnovabile. In generale, i segmenti più sensibili al ciclo, come i materiali, performeranno bene, come anche le azioni che beneficeranno della riapertura delle aree più colpite dal Covid, come per esempio le aziende di ingegneria nel settore dell’aviazione.

VERSO UNA ROTAZIONE

Secondo Skanberg, anche la minaccia di deflazione permanente potrebbe venire meno grazie all’effetto combinato di stimoli e ripresa, favorendo le aree del mercato più sottovalutate. Per questo Schroders ipotizza una rotazione verso queste aree da alcuni segmenti di più alta qualità che sono però diventati molto costosi. I mercati potrebbero anche vedere una certa volatilità, via via che il nuovo scenario prende forma, con il settore energetico destinato a restare sotto pressione.

IL VALORE NASCOSTO DELL’INNOVAZIONE

Paul Griffin, gestore del fondo Schroder ISF European Alpha Focus, si augura che la visione antiquata sugli investimenti in Europa comincerà a cambiare nel 2021 smentendo la credenza diffusa che non ci sia niente di particolarmente innovativo o nuovo in Europa. Griffin sottolinea che ben sette dei paesi più innovativi al mondo sono in Europa, secondo il World Intellectual Property Organization’s 2020 Global Innovation Index, che vede Svizzera e Svezia ai primi due posti, con gli USA solo in terza posizione. L’innovazione è spesso associata alle big tech americane, ma ci sono altri settori in cui la tecnologia sta diventando cruciale, come i veicoli elettrici, il cui sviluppo si basa su semiconduttori specializzati che solo un numero esiguo di aziende è in grado di produrre, e di queste molte sono basate proprio in Europa.

OPPORTUNITA' LEGATE AL NEXT GENERATION

Sempre nel tema innovazione, Schroders vede opportunità anche in aree come materiali, data processing, settore sanitario e ingegneristico, perché le aziende europee che operano in questi segmenti potrebbero non essere note, ma molte di esse sono leader nei loro specifici ambiti. L’Europa, sottolinea Griffin, è già molto avanti in ambito di sostenibilità, sia a livello governativo che aziendale, e gli investimenti proposti dal Next Generation EU rappresentano un ulteriore vento favorevole.

LA FRONTIERA EUROPEA DEL PRIVATE EQUITY

Infine Emily Pollock, Alternatives Director sempre di Schroders, sottolinea che il private equity europeo si fa notare anche oltreoceano, dopo che nella seconda parte del 2020 si è assistito a un aumento dei deal soprattutto nel settore tecnologico e sanitario, mentre anche in altri segmenti si sta vedendo una ripresa, come nei temi istruzione e beni di consumo. Secondo Pollock, ci sono alcuni trend di lungo termine che resteranno validi anche nel 2021 e oltre e che lasciano spazio all’investimento privato, anche perché le aziende tendono ad aspettare più a lungo prima di quotarsi in borsa, e ciò implica un numero più ampio di possibili target di acquisizione per il private equity.

PROCESSO DI DEMOCRATIZZAZIONE

Secondo Schroders, l'interesse oltreoceano per questo mercato continua ad essere alto, sia per l’ampio spazio di consolidamento in Europa, il gran numero di aziende piccole e locali e a gestione famigliare, che potrebbero interessare il private equity nel passaggio generazionale. In generale, osserva Pollock, stiamo assistendo a una importante democratizzazione del private equity, che rende questa asset class disponibile a una gamma più vasta di investitori. I fondi che comprendono un mix di aziende private e quotate stanno contribuendo a rendere gli investimenti in private equity un’opzione disponibile a una platea più ampia.