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Schroders: tagliare le emissioni del settore dei trasporti

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Schroders: tagliare le emissioni del settore dei trasporti
Schroders: tagliare le emissioni del settore dei trasporti

Secondo Schroders si intravedono enormi opportunità in questo settore puntando sulle aziende innovative capaci di sviluppare tecnologie e prodotti funzionali alla transizione energetica

Una riduzione del 55% entro il 2030 rispetto al 1990. È questo l’obiettivo dell’Unione europea per raggiungere emissioni zero entro il 2050. Un percorso lungo nel quale, a fronte di progressi incoraggianti compiuti in alcuni settori (i produttori di energia le cui emissioni di gas serra sono in rapido declino), si riscontrano difficoltà in altri. Tra questi il trasporto (stradale, aereo, ferroviario, navale) che richiede una diversa strategia di riduzione delle emissioni.

LA TECNOLOGIA PUÒ FACILITARE LA DECARBONIZZAZIONE

“Partendo dal fatto che circa il 70% delle emissioni complessive di gas serra da trasporto in Europa deriva da quello stradale (fonte: AEA), la tecnologia può facilitare la decarbonizzazione e cominciare dai veicoli elettrici (VE), con numerosi costruttori automobilistici europei in prima linea” fanno sapere Nicholette MacDonald-Brown, Head of European Blend Equities e Arianna Fox, Analyst, European Equities, Schroders.

VOLKSWAGEN E STELLANTIS

Volkswagen, per esempio, punta a vendere un milione di veicoli elettrici in Europa (pari ad almeno il 70% del totale prodotto) entro il 2030 e lo stesso si accinge a fare Stellantis, nata dalla fusione di Fiat Chrysler e Peugeot, che intende a convertire il 70% delle utilitarie vendute in Europa in modelli a basse emissioni entro il 2030.

LA SOCIETÀ FINLANDESE NESTE

Nell’ambito invece del carburante si segnala la società finlandese Neste il cui gasolio rinnovabile riduce le emissioni fino al 90% rispetto al gasolio tradizionale. Poi ci sono anche le celle a combustibile alimentate a idrogeno, particolarmente adatte ai mezzi pesanti come camion e autobus. Resta il fatto che VE, gasolio rinnovabile e celle a combustibile riducono le emissioni ma non l’inquinamento atmosferico causato da pneumatici e polvere dei freni, nonché dal traffico.

UN FUTURO SOSTENIBILE PER IL TRASPORTO FERROVIARIO

Anche per quanto riguarda il trasporto ferroviario si punta ad un futuro più sostenibile. Nonostante produca un ottavo dell'impronta del trasporto aereo e un terzo di quella del trasporto stradale, il trasporto ferroviario presenta margini di miglioramento. Solo il 54% delle reti ferroviarie europee sono elettrificate (dati Statista al 2018), lasciando ampio spazio all’innovazione. Alstom, per esempio, ha sviluppato treni alimentati a idrogeno (già operativi in Germania e in altri Paesi) che rilasciano come gas di scarico esclusivamente acqua.

RIDURRE LE EMISSIONI DEL TRASPORTO AEREO

Ridurre le emissioni del trasporto aereo è una delle massime priorità e i combustibili alternativi potrebbero essere una potenziale soluzione. “Neste ha sviluppato un combustibile sostenibile per il settore aeronautico (Sustainable Aviation Fuel, SAF), già in utilizzato da Lufthansa e KLM, in grado di abbassare le emissioni di GHG fino all’80% rispetto al carburante tradizionale per aerei” riferiscono le due manager.

L’INCIDENTE DELLA NAVE PORTACONTANIER EVERGREEN

Infine, ma non per gli impatti, c’è anche il trasporto navale. “L’incidente a inizio anno della nave portacontainer Evergreen che ha ostruito il canale di Suez ha messo in evidenza la forte dipendenza dal trasporto marittimo nella spedizione delle merci, tra l'altro al costo di elevate emissioni nocive” sottolineano MacDonald-Brown e Fox. In questo ambito la Commissione europea si propone di revocare l’esenzione fiscale sui combustibili pesanti impiegati dall’industria marittima esattamente come per il settore aeronautico, eliminando le imposte sui carburanti sostenibili per incoraggiarne la diffusione.

SI INTRAVEDONO ENORMI OPPORTUNITÀ

“I vari segmenti dell’industria dei trasporti si trovano in fasi diverse della transizione a un futuro a basse emissioni. Si intravedono enormi opportunità in questo settore per gli investitori, che possono così sostenere e puntare su aziende innovative capaci di sviluppare tecnologie e prodotti funzionali alla transizione” concludono le due manager di Schroders.

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