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Schroders vede crescita dell'economia cinese ben sopra il target nel 2021

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Schroders vede crescita dell'economia cinese ben sopra il target nel 2021
Schroders vede crescita dell'economia cinese ben sopra il target nel 2021

Nonostante l’obiettivo ufficiale sopra il 6% la storica casa londinese punta a un +9% sostenuto dall’impulso del credito ma vede un punto di flesso a metà anno

Gli investitori si interrogano sulle implicazioni del nuovo target di crescita che si è data la Cina per il 2021 indicando un PIL sopra il 6%, ma Schroders mantiene invariate le proprie stime che prevedono un aumento del PIL pari al 9% quest’anno. David Rees, Senior Emerging Markets Economist della storica casa londinese spiega in un commento che ciò che importa per le performance di mercati finanziari ed economie nel resto del mondo non è il target ufficiale di crescita della Cina, ma i cambiamenti nel ciclo economico sottostante. A questo proposito, l’esperto di Schroders cita l'impulso del credito e la crescita dell’aggregato monetario M1 reale, che sono stati generalmente indicatori molto più utili.

PUNTO DI FLESSO VERSO METÀ ANNO

Entrambi sembrano aver raggiunto il picco e quindi probabilmente inizieranno una tendenza al ribasso nei prossimi mesi, via via che la politica si inasprirà gradualmente. Queste considerazioni sono alla base della view di Schroders sul fatto che il ciclo economico in Cina raggiungerà un punto di flesso verso metà anno e la crescita del PIL rallenterà attorno al 5,7% nel 2022. Il fatto che il governo cinese, all’inaugurazione del Congresso Nazionale del Popolo una settimana fa, abbia fissato un nuovo target di crescita ufficiale “sopra al 6%” per il 2021 ha fatto sorgere secondo Schroders più domande che risposte, anche perché l’obiettivo è ben distante dalle stime della casa che prevedono un aumento del PIL pari al 9%.

LE AUTORITÀ CERCANO DI LIMITARE LE ASPETTATIVE

Una crescita attorno al 6% , spiega Rees, implicherebbe una brusca restrizione delle politiche quest’anno, anche se finora non ci sono stati molti segnali in tal senso. Per questo Schroders suppone che la crescita sarà ben superiore, e che le autorità stiano tentando di limitare le aspettative di lungo termine. I mercati finanziari comunque raramente si sono focalizzati sulle stime ufficiali di crescita, a causa dei timori riguardo alla loro accuratezza, e hanno invece reagito tendenzialmente di fronte a indicatori ciclici, come impulso al credito e aggregati monetari.

TARGET MENO AMBIZIOSI DEL PASSATO

Questi fattori, spiega l’esperto di Schroders, restano favorevoli nel breve termine ma, con segnali che sembrano indicarne un rallentamento, parte del supporto si affievolirà più avanti nell’anno. Se in passato i target di crescita sono generalmente sembrati troppo ambiziosi, questa volta è il contrario, nota Rees, citando le stime del consensus di Reuters che sono all’8,4%. Quest'anno la Cina potrebbe ottenere un PIL superiore al 6% con una crescita sequenziale pari a zero trimestre su trimestre, perché i potenti effetti di base, vale a dire i termini di raffronto, da soli sarebbero sufficienti a far aumentare il PIL in termini annuali.

NESSUN SEGNALE DI RESTRIZIONI IN ARRIVO

Secondo Rees, a meno che Pechino non stia pianificando di inasprire aggressivamente la politica e affondare l’economia, la crescita sarà molto più forte e le autorità stanno solo cercando di ancorare le aspettative a lungo termine e dissuadere un eccessivo ottimismo. Ma è difficile credere che il governo voglia scegliere attivamente di far crollare la crescita, proprio nell’anno del centenario del Partito comunista, e certamente non ci sono molte prove di restrizioni aggressive nei dettagli del nuovo piano economico.

POLITICA FISCALE NON AUSTERA

Inoltre, osserva in conclusione Rees, i target per ridurre il deficit fiscale portandolo solo al 3,2% rispetto al Pil e per tagliare l’emissione di titoli di Stato solo del 2% rispetto al Pil, al 6,5% dall’8,4% dell’anno scorso, sono meno austeri rispetto alle attese. Quindi, a meno che la politica monetaria non venga inasprita notevolmente, o che le autorità non intervengano pesantemente sui dati, la crescita del PIL sarà probabilmente ben maggiore rispetto al target ufficiale del 6% quest’anno.