Scontrini scaricabili contro la lotta all'evasione. Arriva il sì del Senato

Un altro strumento per combattere l'evasione fiscale. Scaricare dalla dichiarazione dei redditi gli scontrini di ogni tipo di spesa effettuata, incentivando in questo modo la richiesta della ricevuta al commerciante. Si tratta del cosidetto contrasto di interessi che rientra, assieme allo stop delle cartelle esattoriali "pazze" e ad altri provvedimenti, nella delega fiscale che oggi inizia il suo iter in Senato.

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Una giornata intensa per la Commissione Finanze di Palazzo Madama, che ha visto l'approvazione del seguente disegno di legge e la votazione unanime del provvedimento, di iniziativa parlamentare, che prevede l'annullamento automatico delle somme iscritte a ruolo in caso di mancate risposte da parte dell'amministrazione. Obiettivo del Parlamento è di approvare l'intero pacchetto entro Natale.

Far emergere il "nero": questo è lo scopo principale del contrasto di interessi, secondo il commento di Giuliano Barbolini, uno dei due relatori del disegno di legge, dalle aree di maggior evasione che sono, ad esempio, quelle inerenti alla manutenzione della casa e dell'automobile.
Inserire dunque "il contrasto di interessi - sottolinea Barbolini -  come criterio per fare emergere la base imponibile attraverso l’emanazione di disposizioni per l’attuazione di misure selettive e indirizzate alle aree maggiormente esposte al mancato rispetto dell’obbligazione tributaria".
Dal 2013 sarà quindi possibile dedurre dalla dichiarazione dei redditi scontrini e ricevute fiscali, con il governo pronto a disciplinarne la misura attraverso "opportune fasi applicative" ed "eventuali misure di copertura".

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Se l'iter per l'approvazione del contrasto di interessi è stato semplice, stessa cosa non si può dire per la decisione sull' accorpamento delle agenzie fiscali (le Entrate assorbono il Territorio e le Dogane i Monopoli) previsto nel maxiemendamento alla delega fiscale. L'esecutivo infatti sarebbe già pronto a votare la fiducia, prevedendo in questo modo l'inizio dell'accorpamento da dicembre 2012 e non da giugno 2013 come inizialmente previsto. Una decisione che porterà sicuramente allo scontro tra maggioranza e governo, che sullo slittamento non vuole cedere.

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