Scontrino fiscale, chi può non emetterlo

Il bigliettaio al cinema non ha rilasciato lo scontrino fiscale e lo stesso ha fatto il giornalaio che ci ha appena venduto il quotidiano? Alt, nel clima di caccia all'evasore fiscale qualche volta si rischia di cadere in fallo. Non tutte le categorie professionali e le attività d'impresa, infatti, sono tenute a rilasciare fattura o scontrino.

Vediamo quali sono le principali esenzioni, anche per evitare che chi è tenuto cerchi di trarci in inganno.

Il principio
In linea di massima vale il principio per cui ogni vendita deve essere in qualche modo certificata. Per cui, se contemporaneamente alla consegna del bene o all'ultimazione della prestazione viene emessa la fattura su richiesta del cliente, non occorre emettere lo scontrino o la ricevuta; se, invece, la fattura è emessa in un momento successivo, è obbligatorio emettere anche lo scontrino o la ricevuta al momento della consegna del bene o dell'ultimazione del servizio.

Le esclusioni
L'elenco degli esercenti esclusi dall'obbligo di rilasciare fattura o scontrino è molto lungo e risponde a logiche differenti nei vari casi: il tratto comune è costituito dal fatto che, se il cliente lo richiede, l'esercente è tenuto comunque a consegnarli la documentazioni. Per la vendita di sigarette e beni commercializzati esclusivamente dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, così come di beni iscritti nei pubblici registri, di carburanti e lubrificanti per autotrazione la logica è chiara: si tratta di acquisti fatti dall'esercente, che sono già stati "tracciati" a monte. Quindi non c'è necessità di seguire il loro percorso fino al consumatore finale. E lo stesso vale per i concorsi pronostici statali.

Nel caso delle prestazioni di servizi rese da notai per le quali sono previsti onorari, diritti o altri compensi in misura fissa il principio è altrettanto chiaro: le somme sono fissate per legge, per cui non c'è rischio di evasione fiscale.

Dal trasporto ai lavori semplici
Situazione singolare per i tassisti e i guidatori di barche a remi e carri a trazione animali: tutte categorie esentate dall'obbligo (ma su richiesta del cliente va rilasciata un'attestazione) in base alla logica per cui ci sono già i tassametri a certificare il guadagno. Anche se poi la realtà dice che le dichiarazione dei redditi compilate dai tassisti indicano mediamente guadagni difficili da sostenere negli anni.

Un'altra serie di professioni, invece, si è vista eliminare l'obbligo per le lunghezze burocratiche che avrebbe comportato rispetto alla semplicità dell'attività svolta e si corre il rischio che i costi per l'osservanza dell'obbligo di certificazione fiscale risultino addirittura superiori ai relativi ricavi. È il caso delle prestazioni rese da fumisti, nonché quelle rese, in forma itinerante, da ciabattini, ombrellai, arrotini. Così come dei calzolai che non si avvalgono di collaboratori e dipendenti e da chi ripara biciclette agendo da solo. O dei venditori, in forma itinerante, di alimenti e bevande all'interno degli stadi o di altre manifestazioni sportive.

Da richiedere in tutti gli altri casi
In tutti gli altri casi, il consiglio è di richiedere sempre lo scontrino. Le esclusioni non si esauriscono a questo elenco, ma riguardano in ogni caso ipotesi residuali rispetto ai consumi quotidiani, dal ristorante/pizzeria al bar, dal parrucchiere all'idraulico. Tutte categorie, queste ultime, tenute a rilasciare lo scontrino/fattura, anche se il cliente non ne fa esplicita richiesta. Quest'ultimo non rischia alcunché in caso di mancata emissione, almeno sul profilo legale, ma è bene ricordare che lo scontrino vale come prova d'acquisto e garanzia sulle merci comprate. Lo scontrino fiscale è valido come garanzia d'acquisto su tutti i beni di consumo, vale 24 mesi a partire dalla data di rilascio, valore che cresce di due mesi se il difetto si manifesta negli ultimi giorni di validità della garanzia legale.