Italia markets closed
  • Dow Jones

    35.754,75
    +35,32 (+0,10%)
     
  • Nasdaq

    15.786,99
    +100,07 (+0,64%)
     
  • Nikkei 225

    28.860,62
    +405,02 (+1,42%)
     
  • EUR/USD

    1,1348
    +0,0075 (+0,67%)
     
  • BTC-EUR

    44.607,88
    -166,42 (-0,37%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.320,56
    +15,44 (+1,18%)
     
  • HANG SENG

    23.996,87
    +13,21 (+0,06%)
     
  • S&P 500

    4.701,21
    +14,46 (+0,31%)
     

Scoperto com’è protetto il cervello da infiammazioni intestinali

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 21 ott. (askanews) - Depressione e ansia accompagnano spesso chi soffre di malattie croniche intestinali, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, tant'è che la comunità scientifica è d'accordo da anni nel ritenere che ci sia un legame tra intestino e cervello il cui funzionamento però è stato fino ad oggi indefinito.

Sulla presitigiosa rivista "Science", un team di ricercatrici di Humanitas coordinato da Maria Rescigno, capo del Laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota di Humanitas e docente di Patologia Generale di Humanitas University, ha pubblicato i risultati dello studio che apre nuovi scenari nella conoscenza del funzionamento di una delle barriere (o interfacce) fra circolo sanguigno e cervello: il plesso coroideo.

Lo studio "Identification of a Choroid Plexus Vascular Barrier Closing during Intestinal Inflammation" è firmato inoltre dalla dott.ssa Sara Carloni, microbiologa di Humanitas University, la prof.ssa Michela Matteoli, docente di Farmacologia di Humanitas University, Direttore dell'Istituto di Neuroscienze del CNR, e la dott.ssa Simona Lodato, capo del Laboratorio di Neurosviluppo di Humanitas e docente di Istologia ed Embriologia di Humanitas University.

"A livello del plesso coroideo - ha spiegato Maria Rescigno -abbiamo documentato il meccanismo che blocca l'ingresso nel cervello di segnali infiammatori originati nell'intestino e migrati verso altri organi grazie al flusso sanguigno. A tale fenomeno è associato un isolamento del cervello dal resto dell'organismo che è responsabile di alterazioni comportamentali, tra cui l'insorgenza di stati di ansia". Questo significa che tali condizioni del sistema nervoso centrale sono parte della malattia e non solo manifestazioni secondarie".

Il plesso coroideo è una struttura cerebrale che normalmente consente l'ingresso di sostanze nutritive e cellule immunitarie nel cervello, e filtra il liquido cerebrospinale. La sua attività di membrana vascolare, in grado di aprirsi e chiudersi, come un 'cancello', a seconda dello scenario circostante era ignota.

"Lo studio - ha precisato la ricercatrice Sara Carloni - dimostra che tale 'cancello' si chiude di fronte al pericolo di una forte infiammazione intestinale per impedire il propagarsi dell'infiammazione al cervello con conseguente sviluppo di ansia e depressione".

"La scoperta che una barriera vascolare del plesso coroideo si riorganizzi e si chiuda per bloccare l'ingresso di sostanze tossiche prodotte in seguito a una patologia intestinale - ha aggiunto Simona Lodato - è di grande interesse".

"Ora - ha concluso Michela Matteoli - abbiamo le prove che la comunicazione intestinocervello è alla base di una corretta attività cerebrale e questo apre importanti domande su tante altre patologie, in primis su quelle neurodegenerative".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli