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Scoperto possibile marcatore per diagnosi precoce Sla e demenza

·2 minuto per la lettura

Si profila come un possibile candidato biomarcatore da utilizzare per la diagnosi precoce di due malattie neurodegenerative: la Sla e la demenza frontotemporale (Ftd), due patologie accomunate in un'unica base patogenetica. Si tratta della proteina definita 'neurofilamento a catena leggera' (Nfl) e a scoprire questa sua potenziale qualità sono stati scienziati dell'Irccs Istituto Auxologico Italiano - università degli Studi di Milano, Centro 'Dino Ferrari' e dell'università di Ulm in Germania.

Per gli esperti questo può essere un dato biologico comune utile a indicare la presenza della malattia. La ricerca è stata pubblicata su 'Frontiers in Neuroscience'. Avere un biomarcatore, rilevabile attraverso le analisi, che possa essere una 'spia' d'allarme precoce è molto importante per le malattie neurodegenerative. Il Nfl è stato studiato originariamente nel liquido cerebrospinale, ma le moderne tecnologie ci stanno aiutando a rilevarlo anche nel sangue, rappresentando un utile indizio di malattia, di gravità e di eventuale risposta alla terapia, spiegano gli esperti.

I contributi degli ultimi anni sono riassunti nella pubblicazione apparsa a firma di Federico Verde, Markus Otto e Vincenzo Silani dell'Auxologico -università Statale di Milano, Centro 'Dino Ferrari', in collaborazione con l’Università di Ulm in Germania. "Questa revisione critica - afferma Silani, ordinario in Neurologia della Statale e Direttore della Uo di Neurologia dell’Auxologico - rappresenta, per la completezza e competenza, un riferimento per il presente ed il futuro".

"Il Nfl - spiega Verde, ricercatore della Statale - fa parte di una sorta di impalcatura interna delle cellule nervose; quando queste degenerano per effetto di patologie quali la Sla e la Ftd, rilasciano al loro esterno frammenti di tale impalcatura, tra i quali appunto il Nfl, che pertanto possono essere rilevati e quantificati nei liquidi biologici. Ciò ci fornisce informazioni sul tipo, l'entità e la velocità della degenerazione delle cellule nervose. Le evidenze finora accumulate dimostrano che il Nfl può supportare la diagnosi della Sla e della Ftd, fornire informazioni utili nella prognosi e - dato di notevole importanza in prospettiva - aiutare a misurare la possibile efficacia dei trattamenti che vengono e verranno sperimentati per l’una e per l’altra malattia".

"È possibile - conclude Silani - che il Nfl, affiancato ad altri biomarcatori, possa amplificare la propria specificità fornendo un riferimento insostituibile per la gestione di pazienti con patologia neurodegenerativa, entrando nel bagaglio degli esami da acquisire per il corretto inquadramento dei pazienti affetti da Sla e/o Ftd".

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