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Scuola, Anief: si ricomincia con tanti nodi, serviranno sacrifici -2-

Dmo/Red
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Roma, 13 set. (askanews) - È una presentazione del nuovo anno realistica quella fatta dalla ministra dell'Istruzione: "In 6 mesi - ha detto - dovevamo chiudere l'anno scolastico precedente. Lo so che stiamo chiedendo sacrifici, serve equilibrio tra tornare a scuola e tutto il resto, impossibile pensare che tutto resti come prima. Tutti noi dovremo rinunciare a qualcosa, non facciamo l'errore di pensare che la scuola negli anni passati fosse perfetta. Non sarà tutto come prima, questo è un anno straordinario. Siamo in pandemia, un miliardo di studenti nel mondo è ancora a casa". L'ORDINANZA INOPPORTUNA DEL GOVERNATORE CIRIO La ministra parla anche criticamente dell'ordinanza del governatore del Piemonte che stabilisce che la misurazione della temperatura debba essere fatta a scuola, mentre il ministero ha deciso per tutti che debba essere fatta a casa dai genitori, è "intempestiva e inopportuna", "non si capisce perché in Italia si debba creare confusione". In queste ore ci sono delle interlocuzioni tra il governo e il presidente Cirio" e a breve ci sarà una decisione sull'eventuale impugnativa del governo dell'ordinanza. Sull'ordinanza del governatore che prevede l'obbligo di autocertificazione, da parte delle famiglie, dell'avvenuta misurazione della temperatura ai figli primi di mandarli a scuola, con l'obbligo per la scuola di provvedere alla misurazione prima di consentire all'alunno l'accesso in classe qualora ciò non avvenisse, Anief ha già espresso il suo dissenso: secondo Marco Giordano, responsabile Anief Piemonte, è stato "un intervento intempestivo e dannoso, perché a pochissimi giorni dall'inizio delle lezioni le scuole hanno bisogno di spazi e di personale in più, non dell'ennesimo ostacolo burocratico né di inutili sorprese dell'ultimo minuto. La Scuola non sia terreno di scontro e di propaganda per nessuno", ha concluso Giordano. (Segue)