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Scuola: cosa sono la DAD e la DDI e in cosa si differenziano

info@wecanjob.it (WeCanJob.it)
·4 minuto per la lettura

Scuola: cosa sono la DAD e la DDI e in cosa si differenziano

Il digitale è ormai diventato una presenza fondamentale in molti aspetti della nostra quotidianità. Tra questi troviamo anche il mondo della scuola, all’interno del quale sono state introdotte nuove metodologie di apprendimento digitale per venire incontro alle esigenze di studenti e insegnanti. Proprio per questo, oggi parleremo di DAD (Didattica a Distanza) e di DDI (Didattica Digitale Integrata), due nuove metodologie didattiche, ormai ben note a chi le usa, che si basano sull’uso del digitale all’interno del sistema scolastico. In questo articolo, a beneficio di coloro che con la DAD e con la DDI ancora non hanno avuto a che fare, spiegheremo dunque cosa sono DAD e DDI, a cosa servono e quali piattaforme permettono il loro utilizzo.

Che cos’è la DAD 

La DAD (Didattica a Distanza) è una tipologia innovativa di insegnamento-apprendimento che non richiede la presenza a scuola degli studenti e degli insegnanti, ma avviene online, spesso all’interno di un’aula virtuale, con l’uso di strumenti digitali.

Tra le forme di DAD troviamo:

  • videoconferenza: è una forma di e-learning che permette un confronto diretto tra i partecipanti collegati su una piattaforma. È una modalità che richiede il possesso di un computer (ma anche tablet o smartphone) provvisto di microfono e webcam e di una buona connessione internet per il corretto funzionamento della lezione. Al momento è una delle tipologie di DAD più utilizzate;

  • audioconferenza: si tratta di una modalità simile alla videoconferenza, in cui insegnante e partecipanti si connettono su una piattaforma, tuttavia avviene soltanto un trasferimento di dati audio. C’è quindi comunicazione diretta tra i partecipanti ma non è possibile vedere l’insegnante e il materiale didattico;

  • videoregistrazione: è una forma di didattica che prevede la registrazione della lezione da parte dell’insegnante, che successivamente la invia ai partecipanti o la carica sulla piattaforma. Non è richiesta quindi una buona connessione per la riuscita della lezione, né webcam e microfono, e non vi è comunicazione diretta tra insegnante e partecipanti. Ad oggi questa modalità è molto gettonata per i corsi aziendali e professionali.

Sicuramente la DAD rappresenta oggi un approccio innovativo nei confronti del processo di apprendimento sia per gli insegnanti che per gli alunni. Con essa è infatti possibile per i docenti mettere in atto:

  • nuovi ruoli e modelli educativi (come la flipped classroom o l’apprendimento cooperativo);

  • percorsi di didattica inclusivi (che vengono incontro ad alunni con BES o DSA);

  • progettazione dei compiti e valutazione degli studenti;

  • caricamento di materiale interattivo;

  • gestione della classe e della sfera emotiva degli studenti.

Gli alunni, invece, possono:

  • lavorare in gruppo virtualmente e con strumenti digitali; 

  • sviluppare una maggiore autonomia;

  • ottenere nuovi ruoli all’interno del processo di apprendimento;

  • rafforzare conoscenze informatiche e delle risorse digitali;

  • visionare e avere a disposizione il materiale didattico caricato sulla piattaforma.

Che cos’è la DDI

A prima vista la DAD e la DDI potrebbero sembrare due forme di insegnamento simili, eppure non è così. E allora: qual è la differenza tra DAD e DDI? Per scoprirlo, vediamo insieme cos’è la DDI e cosa la differenzia dalla DAD.

La DDI (Didattica Digitale Integrata) è una forma di didattica, nata a inizio 2020, che non si svolge unicamente online, ma alterna e integra lezioni sulle piattaforme digitali a insegnamenti o attività che si svolgono in presenza. Dunque, l’elemento che la accomuna alla DAD è sicuramente la parte che vede lo svolgimento della lezione sulle piattaforme online, mentre ciò che la discosta dalla Didattica a Distanza è il fatto di svolgersi anche in presenza, nelle aule o in altri ambienti scolastici.

Questa forma di apprendimento digitale, spesso denominata anche come blended o hybrid learning, si declina quindi in:

  • attività a scuola: lezioni, attività e laboratori da svolgere con il docente in presenza;

  • attività a distanza sincrone: presentazioni, compiti in classe e verifiche da svolgere in tempo reale, online sulla piattaforma, durante la lezione con l’insegnante;

  • attività a distanza asincrone: compiti e attività da svolgere a casa, offline e in autonomia.

Quali sono le piattaforme per la DAD e la DDI

La realtà delle classi virtuali finora citata non è nuova ad aziende, università telematiche ed enti che erogano corsi di formazione sul web, soliti usare webinar e forme di insegnamento che si servono del digitale e dell’e-learning.

Sia la DAD che la DDI vengono erogate su piattaforme scelte dall’istituto scolastico, che fornisce a ciascuno studente e insegnante delle credenziali per accedervi. Inoltre, vengono messi a disposizione dei docenti anche dei corsi per formarsi sugli strumenti da utilizzare in classe e sulle piattaforme stesse. 

Oggi ne esistono molte e tra le più gettonate troviamo:

  • Google-Suite for Education;

  • Microsoft Office 365 Education;

  • Moodle;

  • Zoom;

  • Skype.

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Monica Velli

Autore: We Can Job. Per approfondimenti su formazione e lavoro visita il sito Wecanjob.it.