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Scuola, didattica a distanza Lombardia e Lazio: come funziona

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

Torna la scuola a casa. Le ordinanze relative all'introdizione del coprifuoco in Lombardia e nel Lazio comprendono anche elementi relativi all'istruzione. L'attività scolastica delle scuole secondarie della Lombardia si svolgerà solo tramite la didattica a distanza a partire da lunedì prossimo. Lo prevede l'ordinanza regionale firmata dal governatore, Attilio Fontana. "Le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado - si legge nel documento - devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare, dal 26 ottobre, il pieno svolgimento della didattica a distanza per le lezioni, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali".

"Agli altri istituti - prosegue l'ordinanza - è raccomandato di realizzare le condizioni tecnico-organizzative nel più breve tempo possibile, per lo svolgimento della didattica a distanza. Le attività di laboratorio possono continuare ad essere svolte in presenza".

L'ordinanza raccomanda inoltre che "i dirigenti degli istituti scolastici organizzino e differenzino gli ingressi a scuola". A tal fine, viene spiegato, "gli Uffici di ambito territoriale (Uat), in raccordo con gli Uffici scolastici regionali (Usr), assicurano lo stretto coordinamento con le Agenzie del Tpl ed i sindaci degli ambiti di riferimento".

Nel Lazio, Dad al 50% per le scuole superiori, tranne che per gli studenti del primo anno, e al 75% per le Università ad eccezione delle matricole e dei laboratori formativi. "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado incrementano il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari al cinquanta per cento degli studenti, con esclusione degli iscritti al primo anno - si legge - Le Università incrementano il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari al settantacinque per cento degli studenti iscritti, con esclusione delle attività formative che necessitano della presenza fisica o l’utilizzo di strumentazioni (quali, ad esempio, le attività nei laboratori scientifici, le attività formative da esercitare necessariamente presso servizi clinici secondo piani definiti dalle strutture preso le quali vengono svolti, le attività di tirocinio dei corsi di laurea di area sanitaria non procrastinabili".