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Scuole e studenti si mobilitano per lo “Ius Scholae”

Image from askanews web site
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Roma, 25 mag. (askanews) - Martedì 24 maggio scuole e università d'Italia, la Rete per la riforma della cittadinanza insieme a studentesse e studenti con flash mob e striscioni hanno chiesto con forza una nuova legge sulla cittadinanza. La mobilitazione è partita dal cortile della scuola Casa del Sole di Milano, mentre - fanno sapere in un comunicato la Rete per la riforma della cittadinanza - alcuni rappresentanti a Roma hanno incontrato l'onorevole Giuseppe Brescia (pres. Commissioni Affari Costituzionali) alla Camera.

Sono giorni fondamentali per la calendarizzazione alla Camera della riforma della legge sulla cittadinanza, ricordano gli studenti. Il provvedimento, cosiddetto "Ius Scholae", è stato votato a marzo in bozza in Commissione, sostenuto da una larga maggioranza, da Sinistra Italiana a Forza Italia. La Rete per la riforma della cittadinanza chiede ai partiti un'immediata presa di responsabilità per portare subito in aula la legge.

Ieri è iniziato un mese di mobilitazioni a livello nazionale, per mostrare - afferma la Rete - che l'Italia è già ampiamente a favore di questa riforma, che rappresenta davvero il minimo sindacale nell'avanzamento dei diritti di cittadinanza.

Abbiamo deciso di partire proprio dalle scuole, dove un recente sondaggio ha mostrato che l'85% degli studenti e delle studentesse è a favore dello Ius scholae. Accanto agli studenti ci sono docenti e dirigenti. Come quello dell'Istituto Giacosa del parco Trotter di Milano, eccellenza nell'integrazione tra scuola e città, in una zona ad alta presenza di persone di origine straniera. "È intollerabile che i nostri studenti si debbano scontrare con problemi burocratici che li escludono dalle attività didattiche e rendono più difficile l'integrazione. La differenza che costruisce questo Paese tra chi ha la cittadinanza e chi ancora non ce l'ha, proviamo ad abbatterla ogni giorno all'interno delle mura di questa scuola, ma questo non basta: è necessario approvare la riforma il prima possibile", ha dichiarato Francesco Muraro, dirigente dell'IC Giacosa.

"Sono qui oggi, ma in realtà sarei dovuta essere in Svezia. A causa della mancanza della cittadinanza non ho potuto ricevere in tempo il visto per partire in Erasmus e questa è solo una delle tante rinunce che sono stata costretta a subire. In Italia uno studente su dieci non ha la cittadinanza e questo complica la vita di tante e tanti di noi, facendoci subire quotidianamente l'esclusione dalla vita di un Paese che ci ignora da decenni", ha raccontato Deepika, studentessa e attivista della campagna per l'Unione degli Universitari.

"Torniamo nelle scuole e nelle piazze per un mese di mobilitazioni, fino all'approvazione della riforma. Sui nostri social abbiamo già lanciato una nuova challenge con l'hashtag #ItaliaDimmiDiSì, anche utilizzando TikToK per coinvolgere i più giovani - ha spiegato Eva Ugiagbe, attivista della Rete- Questa iniziativa ha già sortito un primo effetto: abbiamo incontrato alle 12 con una delegazione il presidente Brescia, che ci ha comunicato che domani (oggi, ndr) ci sarà la conferenza dei capigruppo alla camera. Chiediamo che sia decisiva per la calendarizzazione".

La Rete per la riforma della cittadinanza è un coordinamento di attivisti e attiviste e organizzazioni della società civile. Ne fanno parte: Afroveronesi, Arising Africans, Black Lives Matter Bologna, QuestaèRoma, Festival Divercity, Dei-Futuro Antirazzista, Sonrisas Andinas, Collettivo Ujamaa, Rete degli studenti medi, Unione degli Studenti (UDS), Unione degli Universitari (UDU), Link, Rete della conoscenza, ActionAid Italia, Amnesty International, Fondazione Migrantes, Rete Saltamuri, Restiamo Umani Brescia, Volare e decine di attiviste e attivisti di nuove generazioni di tutta Italia.

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