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Se gli utili accelerano il contesto resta favorevole all'azionario

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Se gli utili accelerano il contesto resta favorevole all'azionario
Se gli utili accelerano il contesto resta favorevole all'azionario

Per Nadège Dufossé (Candriam) è comunque probabile un ulteriore rialzo dei rendimenti delle obbligazioni a lungo termine se si concretizza la ripresa del comparto dei servizi a livello globale

L'economia globale continua nel solco della ripresa grazie agli ingenti stimoli fiscali e all’accelerazione dei vaccini anti Covid-19, nonostante il rallentamento e le problematiche causate dalle varianti del coronavirus. In questo contesto i mercati finanziari hanno intrapreso una "fase di normalizzazione", con i tassi di interesse del mercato obbligazionario, sia reali che nominali, in rialzo (e con la tendenza a salire) mentre nell’azionario si è materializzata una rotazione verso i settori value e ciclici con una maggiore volatilità di fondo.

DIVARIO TRA SETTORI MANIFATTURIERI E SERVIZI DESTINATO A COLMARSI

“Per quanto riguarda i dati economici riteniamo che l’attuale divario tra gli indici del settore dei servizi e quello manifatturiero sia destinato ad essere colmato con la riapertura delle economie e la ripresa delle attività. Inoltre, in questo lungo periodo di 'reclusione casalinga', le famiglie hanno accumulato risparmi che potranno essere impiegati per sostenere un sensibile rimbalzo della spesa. Con la riapertura dell’economia ci sono quindi tutte le condizione affinchè il reflation trade possa passare alla fase successiva”, fa sapere Nadège Dufossé, Head of Cross Asset Strategy di Candriam.

PROBABILE UN ULTERIORE RIALZO DEI RENDIMENTI DELLE OBBLIGAZIONI

L’esperta ritiene pertanto probabile un ulteriore rialzo dei rendimenti delle obbligazioni a lungo termine nel momento in cui si concretizzi la ripresa del comparto dei servizi a livello globale. “Una situazione che favorirebbe i temi d'investimento value e ciclici a discapito dei titoli growth e difensivi e, al contempo, spingerebbe i titoli correlati ai settori esposti alle riaperture rispetto a quelli che hanno beneficiato della stay-at-home economy”, specifica Dufossé, secondo la quale, per ora, a patto che la crescita degli utili acceleri, il contesto resta compatibile con rialzi azionari.

LE POSSIBILI (FUTURE) OPZIONI ALTERNATIVE ALL’AZIONARIO

La manager intravede un primo semestre all’insegna della ripresa costante grazie alla combinazione virtuosa dell’avanzamento della campagna vaccinale e del graduale alleggerimento delle misure di lockdown. Ma dopo questo rimbalzo meccanico, sarà cruciale l'intervento delle Banche Centrali. Saranno chiamate, secondo Dufossé, ad accompagnare le economie verso un contesto più sano, "guidato dalla crescita" e, forse, anche dal mantenimento del controllo dell’aumento dei tassi di interesse. “In futuro, non sarà probabilmente più soddisfatta la mancanza di opzioni oltre l’azionario, grazie ai tassi che erano estremamente bassi: le opportunità alternative si presenteranno su alcune asset class, come i titoli di Stato dei Paesi sviluppati, che torneranno a essere più attraenti”, spiega la manager di Candriam.

NON TRASCURARE I RISCHI CHE INFLUISCONO SUI MERCATI

Nel frattempo, Dufossé raccomanda di non trascurare i diversi rischi che possono influire sui mercati, a cominciare dall’obiettivo della campagna vaccinale di raggiungere l'immunità di gregge: “Si tratta di un traguardo difficile da realizzare nel breve termine a causa della comparsa di nuove varianti: non si può affatto escludere una ripresa dei contagi nel 4° trimestre 2021”. C’è poi da seguire il potenziale shock della domanda e il surriscaldamento della crescita che potrebbe innescare un aumento delle aspettative di inflazione e, a cascata, un aumento incontrollato dei rendimenti obbligazionari e dei tassi reali. “Da non trascurare neppure i probabili rischi per le tensioni geopolitiche (nonostante l'amministrazione Biden stia gestendo le relazioni diplomatiche in modo più consensuale), il divario tra 'vincitori' e 'vinti' della crisi sanitaria e le elezioni politiche in molti Paesi chiave nei prossimi 24 mesi”, conclude l’Head of Cross Asset Strategy di Candriam.