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Se il tempo non ti basta mai, queste sono le tecniche per imparare una volta per tutte a organizzarlo

·4 minuto per la lettura
Photo credit: Westend61 - Getty Images
Photo credit: Westend61 - Getty Images

Quante volte ci ripetiamo che non abbiamo abbastanza tempo, che le giornate dovrebbero durare 48 ore e che non riusciamo mai a fare tutto quello che vorremmo ogni giorno?

Perché ci sembra di non avere mai tempo?

  • effettivi impegni che ci portano a non avere tempo per tutto (doppi turni, situazioni familiari complesse, mancanza di aiuti esterni)

  • difficoltà nel capire come strutturare la propria giornata e sfruttare al meglio le nostre risorse di tempo e energie

  • non avere obiettivi chiari e mancare di consapevolezza

  • infine anche non sapere essere presenti nel momento può causare un forte senso di frustrazione in quanto il tempo a disposizione – già scarso – perde ulteriormente di valore se, mentre ci occupiamo di una faccenda o parliamo con un’amica, non siamo concentrati su quello che facciamo, ma pensiamo a ciò che dobbiamo fare dopo o a quello che è successo ieri. Si rischia infatti di vanificare i nostri sforzi o di non goderci un momento per noi che tanto avevamo pianificato.

Se nel primo caso potrebbe non esserci modo di modificare i fattori per creare più tempo, nelle altre situazioni ci sono degli strumenti che possono aiutarci a sviluppare la consapevolezza di come usiamo il nostro tempo e a mantenere l’attenzione e la concentrazione sul momento in maniera da dilatare il tempo.

Le tecniche più efficaci per organizzare meglio il tempo

Tenere un diario

Tenere un diario non è sempre facile. Per farlo è importante inserire questo appuntamento all’interno di una routine e capire anche che cosa si vuole scrivere dentro.

Ci vengono in soccorso non solo app e diari cartacei dalle mille grafiche e colori, ma anche veri e propri metodi per aiutarci a rendere questo un appuntamento fisso.

Il diario della gratitudine

Se non si è mai tenuto un diario, iniziare da qui è un’ottima idea perché è davvero molto veloce e poco impegnativo: si tratta di ritagliarsi 5 minuti a fine giornata per segnare 3 cose per cui siamo grati. Possono essere tre cose anche molto semplici. Anzi a dire il vero, l’obiettivo del diario della gratitudine è proprio quello di insegnarci a notare ogni giorno proprio le piccole cose che rendono le nostre giornate speciali.

Il diario dei 5 minuti

Step successivo al diario della gratitudine, ma anche questo estremamente facile da compilare (esiste la versione cartacea e una app, ma si può anche semplicemente creare da zero su un quaderno bianco).

Si compila in due momenti della giornata, al mattino e alla sera.

La mattina si appuntano tre cose per cui si è grati, quello che renderebbe la nostra giornata speciale e le affermazioni del giorno (brevi frasi al presente in cui si proiettano i desideri per la propria vita).

La sera invece ci si concentra su tre cose belle che sono successe durante la giornata e cosa si sarebbe potuto fare per renderla ancora migliore.

Le pagine del mattino

Questa pratica è più impegnativa rispetto alle due precedenti e di certo non si adatta alla vita di ognuno, ma è comunque molto affascinante.

Funziona così: al risveglio si scrive (tendenzialmente a mano e su un diario) almeno 3 pagine di flusso di coscienza. Tutti i giorni, anche se non si è in vena di scrivere. Si scrive qualsiasi cosa venga in mente. È importante spingersi a completare le tre pagine perché questo permette di tirare fuori proprio tutto quello che pensiamo, percepiamo, proviamo, aumentando così la consapevolezza di noi stessi e di quello che accade intorno a noi.

Per chi non ha la voglia o la pazienza di tenere un diario, un altro strumento molto utile per sviluppare consapevolezza e presenza sono le pratiche legate alla meditazione e alla respirazione.

Esercizi di respirazione/mindfulness/meditazione

Per imparare a essere presenti e ad ascoltarsi bisogna rima di tutto cercare di mantenere la mente connessa al corpo. Si può fare attraverso la meditazione, gli esercizi di respirazione o la pratica della mindfulness. Queste pratiche hanno infatti l’obiettivo di farci riconoscere quel momento in cui la mente si disconnette dal presente e inizia a vagare. Ci insegnano a riprendere i nostri pensieri e a riportare la nostra attenzione su quello che stiamo facendo. E lo insegnano attraverso una serie di esercizi in cui si prende coscienza del proprio corpo e di ciò che esso percepisce.

Come spesso capita, queste pratiche richiedono indubbiamente un investimento di tempo, ma se il risultato è un netto miglioramento delle nostre capacità decisionali, di gestione delle nostre risorse e di crescita e soddisfazione personale, perché non provare?

Stefania Di Mascolo, professional organizer - Organizzatamente

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