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Sea, chiusa inchiesta, per Pm Gamberale ha turbato asta

MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha chiuso l'indagine sull'acquisto da parte di F2i del 29,75% di Sea che vede indagato l'amministratore delegato del fondo, Vito Gamberale, con l'ipotesi di concorso nel reato di turbativa d'asta.

Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Oltre a Gamberale sono indagati Mauro Maia, dirigente di F21 e l'indiano Behari Vinod Sahai, il legale rappresentante della società Srei che fu esclusa dalla gara pubblica perché aveva presentato un'offerta con un ritardo di soli dieci minuti.

Il Pm, nell'avviso di conclusione delle indagini - prodromico delle richieste di rinvio a giudizio da parte della procura - parla di un "previo accordo" tra Gamberale, Maia e il rappresentante per l'Italia della società indiana perché quest'ultimo "si astenesse dal concorrere alla gara pubblica indetta dal Comune di Milano in data 16 novembre 2011".

Secondo la procura, l'accordo per non partecipare alla gara prevedeva che F2i cedesse alla società rappresentata da Vinod Sahai "una quota compresa tra il 5% e il 7% delle azioni Sea Spa ad un prezzo pari a quello che sarebbe stato corrisposto da F2i in sede di aggiudicazione, poi effettivamente avvenuta il 16 dicembre 2011, a un prezzo di 1 euro superiore a quello posto a base d'asta".

In una nota diffusa in serata, Gamberale e Maia "prendono atto" della chiusura delle indagini a loro carico della Procura di Milano e ribadiscono "fermamente la propria posizione di assoluta estraneità ai fatti contestati".

I due manager ricordano che anche nella memoria presentata in procura hanno affermato come, "semmai turbativa d'asta vi fosse stata, essa era riconducibile ai comportamenti attuati dal sig. Sahai".

"Di sicuro alcun accordo è configurabile - scrivono Gamberale e Maia nella nota - essendo quantomeno singolare una rappresentazione che veda i manager di F2i promettere qualcosa al sig. Sahai, che a sua volta avrebbe messo in scena una farsa, prima sbagliando indirizzo del Comune, poi sforando il tempo per la presentazione, e comunque presentando un'offerta non conforme".

"Sarebbe stato molto più semplice stare a casa e attendere di ricevere il 7% della Sea, cosa non solo mai avvenuta ma neppure promessa, anche perché proibita dal bando stesso (c.d. lock-up), circostanza peraltro nota a tutti i partecipanti alla gara", concludono.

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia in una nota dichiara che nella vicenda sull'ipotesi di turbativa d'asta relativa al bando di vendita di una quota di minoranza di Sea, in caso di richiesta rinvio al giudizio "è del tutto evidente che il Comune sarebbe parte offesa" e che "si costituirà parte civile a tutela dei propri interessi e di quelli dell'intera città.

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