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Seduti sulla vetta

Pierluigi Gerbino
·2 minuto per la lettura

I mercati azionari (a cui ieri è mancato l’apporto di quasi tutti i mercati asiatici per la loro festa di Capodanno) stanno continuando a mostrare da qualche giorno una apparentemente assurda incapacità di muoversi. Non riescono più a salire, ma nemmeno a correggere. Lo slancio di inizio febbraio si è trasformato da qualche giorno in una nervosa quanto inconcludente lateralità.

Ne è evidente prova l’andamento del principale indice mondiale, quel SP500 che osserviamo ogni giorno con particolare attenzione perché rappresenta il padrone che porta al guinzaglio tutti gli altri indici azionari del globo e ne segna il destino direzionale con i suoi impulsi.

Ebbene, dopo la conclusione, lunedì scorso, del forte movimento rialzista di inizio febbraio, costituito da una serie di 6 sedute consecutive di marcato rialzo, per un’estensione complessiva di ben 201 punti (+5,4%) con raggiungimento di quota 3.915, le tre sedute successive hanno registrato i seguenti valori di chiusura: 3.911, 3.910, 3.916. Ovvero: assenza totale di direzione.

E’ vero che le oscillazioni intraday ci sono state. Sia verso l’alto (ad inizio seduta) che verso il basso, ma poi, alla resa dei conti della campanella di fine giornata, la chiusura registra perfetto equilibrio tra compratori e venditori. 

Una volta raggiunta un’importante vetta, col massimo storico sopra i 3.900 punti, gli investitori sembra che si siano fermati ad ammirare il panorama sottostante, senza fretta di scendere al campo base, né di scalare quella successiva.

Tre candele consecutive senza corpo, perché apertura e chiusura sostanzialmente coincidono (tecnicamente si chiamano Doji), sono un evento abbastanza raro e rivelano totale assenza di direzione, o se preferite, massima incertezza sul futuro immediato. Dato che vengono dopo una sfuriata rialzista dovrebbero preludere ad una fase correttiva, anche perché nel frattempo le divergenze ribassiste si stanno prolungando e sono lungi dall’essere annullate, anche se si dovesse assistere ad un nuovo balzo estemporaneo. Per annullarle occorrerà un nuovo impulso che si protragga per alcune sedute.

La logica dell’analisi ci dice perciò di affrontare il mercato con molta cautela. Il tentativo di correzione di fine gennaio è stato strozzato, senza troppe ragioni, della ventata di euforia di inizio febbraio, che ora sembra esaurita.

Non dimentichiamo però che in un mercato così rialzista, e con tutta la liquidità disponibile proveniente dai sussidi pandemici, in gran parte non  spesi, ma investiti al rialzo sui mercati, basta assai poco per risvegliare gli istinti animali della speculazione, anche se la logica chiama a gran voce la necessità di smaltire gli eccessi con una correzione degna di questo nome.

Come ben sa chi si occupa di finanza comportamentale, Logica ed Euforia non sono buone amiche. 

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online