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I segreti delle strategie a volatilità minima

Leo Campagna
·2 minuti per la lettura
I segreti delle strategie a volatilità minima
I segreti delle strategie a volatilità minima

Nicolas Just (Seeyond, gruppo Natixis Investment Managers) spiega perché le strategie a bassa volatilità possono sovraperformare il mercato e quali vantaggi offrono agli investitori

Negli ultimi anni si è registrata una maggiore integrazione dei mercati globali e l’affermarsi del trading ad alta frequenza, una combinazione che ha accelerato il profondo cambiamento della struttura del mercato e causato correzioni repentine e ricorrenti. Fenomeni che sembrano diventare più frequenti e che tendono a manifestarsi in modo violento e senza alcun segnale premonitore, rendendo quasi impossibile il market timing nell’allocazione dei fondi tra le diverse strategie.

POSIZIONATI PER BENEFICIARE DEI SUCCESSIVI RALLY DI MERCATO

Per questo motivo gli investitori potrebbero non soltanto subire l’impatto della correzione ma, talvolta, disinvestire nel momento meno indicato, cioè sui minimi, ritrovandosi sottoesposti in caso di repentina inversione di tendenza del mercato. “Per minimizzare questo fenomeno, la nostra strategia a volatilità minima punta a registrare performance superiori alla media di mercato durante le fasi di correzione, restando tuttavia posizionati per beneficiare dei successivi rally”, fa presente Nicolas Just, Deputy CEO e CIO di Seeyond, una società del gruppo Natixis Investment Managers.

GESTIRE IL LIVELLO COMPLESSIVO DI VOLATILITÀ DEL PORTAFOGLIO

L’obiettivo della strategia a volatilità minima di Seeyond si propone di gestire il livello complessivo di volatilità del portafoglio e di cercare di migliorare i rendimenti corretti per il rischio con un approccio puro alla volatilità minima, senza vincoli di benchmark e libero di spaziare tra settori, paesi e capitalizzazione di mercato al fine di massimizzare le opportunità di diversificazione del portafoglio.

SOTTO STRETTA OSSERVAZIONE UNA VASTA GAMMA DI RISCHI

“Il punto chiave è cercare di minimizzare l’impatto delle correzioni puntando a partecipare anche ai rally dei mercati azionari in modo da offrire rendimenti interessanti corretti per il rischio. Per raggiungere questo duplice obiettivo, teniamo sotto stretta osservazione una vasta gamma di rischi, come il rischio di liquidità e l’esposizione fattoriale, e cerchiamo di evitare i rischi meno evidenti, come quello di concentrazione. Per queste ragioni si tratta di un approccio libero da vincoli, con un costante e attivo controllo sulle esposizioni per contribuire ad assicurare un’efficace diversificazione”, spiega Just.

UN ELEMENTO CORE DELL’ASSET ALLOCATION

Caratteristiche che fanno delle strategie a volatilità minima un elemento core dell’asset allocation. In primo luogo si integrano bene con le tradizionali strategie di selezione dei titoli basate sull’analisi fondamentale: una combinazione che può migliorare la diversificazione e ridurre la volatilità complessiva dell’esposizione azionaria.

INVESTIMENTI AZIONARI PURI ESPOSTI AL RISCHIO DI PERDITA DEL CAPITALE

“Inoltre, possono risultare una soluzione particolarmente adatta per gli investitori con una minore propensione al rischio in virtù del proprio profilo di rischio e rendimento meno volatile ed asimmetrico. In tutti i casi restano degli investimenti azionari puri esposti al rischio di perdita del capitale. Di conseguenza gli investitori devono valutare attentamente come queste strategie si integrino nel portafoglio complessivo e definiscano un’allocazione adeguata in funzione dei loro obiettivi”, conclude l’esperto di Seeyond.