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Seicento decessi al giorno se le misure non dovessero funzionare

Fabio Luppino
·Ufficio centrale HuffPost
·1 minuto per la lettura
A military healthcare worker takes a swab sample as Italian military open up one of the biggest coronavirus disease (COVID-19) testing centres in Italy while the country grapples with a growing number of cases, in Rome, Italy, October 26, 2020. REUTERS/Yara Nardi (Photo: REUTERS)
A military healthcare worker takes a swab sample as Italian military open up one of the biggest coronavirus disease (COVID-19) testing centres in Italy while the country grapples with a growing number of cases, in Rome, Italy, October 26, 2020. REUTERS/Yara Nardi (Photo: REUTERS)

Un gruppo di ricercatori dell’università e del Policlinico di Pavia, del Politecnico di Milano e delle università di Udine e di Trento, secondo quanto riporta il Sole24ore, fa previsioni fosche sul futuro: già a metà novembre, senza interventi efficaci, potremmo arrivare a sfiorare il milione di contagi, con oltre 60mila ricoverati di cui 5.700 in terapia intensiva e 600 decessi giornalieri. Dei dati che corrispondono con quanto scritto su Huffpost dal presidente dell’Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi, ma che spiegano meglio perché ancora ieri il consigliere di Speranza, Walter Ricciardi, parlava dell’esigenza di un altro lockdown.

L′8 marzo alla vigilia del lockdown nazionale i ricoverati erano 3.500 e 650 in terapia intensiva. Tre settimane dopo gli ospedalizzati erano più di 28mila e 4mila in terapia intensiva con 700 decessi al giorno. La speranza sta nelle misure del governo oggi, ma per i ricercatori se non dovessero funzionare andiamao a sbattere. L’accento è sulla disponibilità dei dati credibili. “Se quelli sulla posotività arrivano in ritardo per la saturazione del sistema sanitario e per di più con un ritardo diverso da regione a regione - dice Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple university di Philadelphia- diventa difficilie se non impossibile poter valutare la reale situazione epidemiologica”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.