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Sell off a Wall Street (indici -12%). Incubo coronavirus: per S&P e Dow Jones è la seduta peggiore dal Black Monday

Laura Naka Antonelli

Ennesimo bagno di sangue a Wall Street, con il Dow Jones e lo S&P 500 che hanno sofferto la seduta peggiore dal crash del Black Monday del 1987, capitolando rispettivamente del 12,9% e del 12%.

Il Nasdaq Composite ha riportato la seduta peggiore di sempre, crollando del 12,3%. Per la precisione, il Dow Jones è scivolato di quasi 3000 punti, segnando un tonfo di 2.997,10, o -12,9%, a 20.188,52 punti, dopo essere crollato nei minimi intraday di oltre 3000 punti.

Lo S&P 500 è precipitato del 12% a 2.386,13, mentre il Nasdaq Composite ha chiuso con un tracollo del 12.3% a 6.904,59 punti.

Le vendite si sono accanite contro la borsa Usa, nonostante il maxi taglio dei tassi sui fed funds operato dalla Federal Reserve nella giornata di domenica 15 marzo. La Fed di Jerome Powell ha lanciato anche un massiccio piano di Quantitative easing da $700 miliardi.

La volatilità, in un momento in cui il mondo intero è attanagliato dalla paura del coronavirus e della relativa malattia, è ai massimi storici.

L'indice VIX o anche indice della paura - precisamente il Cboe Volatility Index - ha riportato la chiusura più alta di sempre, a 82,69 punti, superando il precedente record testato durante la crisi finanziaria del 2008, a 80,74.

Lo S&P 500 ha chiuso la seduta al minimo dal dicembre del 2018, mentre il Dow ha terminato la sessione a valori che non si vedevano dall'inizio del 2017.

Le perdite di lunedì hanno fatto scivolare lo S&P 500 a un valore in calo del 31,7% e il Nasdaq in flessione di oltre -29% dai record testati il mese scorso.

Cresce la paura del diffondersi del coronavirus negli Stati Uniti. Il bilancio delle vittime del COVID-19 è salito a 85, mentre il numero di persone infettate dal virus è ora di oltre 4.600 casi.