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Sembra che noleggiare vestiti non sia poi così (tanto) sostenibile, e adesso come la mettiamo?

·2 minuto per la lettura
Photo credit: Merethe Svarstad Eeg / EyeEm - Getty Images
Photo credit: Merethe Svarstad Eeg / EyeEm - Getty Images

No, non tutto ciò che luccica è oro: il detto non sbaglia. Abbiamo cercato pratiche di shopping responsabile, ci siamo chieste quale sia il reale costo (umano) del fast fashion, quanta acqua sia impiegata (leggi anche: sprecata) per la produzione di un paio di jeans. Il dibattito sulla moda green e sostenibile procede spedito sempre di più, fino a toccare adesso il reale impatto (negativo) di un'abitudine che avrebbe potuto/dovuto servire da alternativa allo shopping (anche quello più responsabile): noleggiare vestiti.

Noleggiare vestiti è un bene o è un male? Come si sentirà la nostra coscienza in fatto di abitudini sostenibili dopo aver preso in prestito momentaneo un nuovo vestito, una borsa firmatissima o un paio di décolletées di lusso che mai e poi mai potremmo permetterci a prezzo pieno? "Estasiata" potrebbe essere uno degli aggettivi per descrivere un potenziale stato d'animo: ce lo insegna una celebre scena di Sex & The City in cui Carrie Bradshaw, aka alter ego cinematografico di Sarah Jessica Parker, domanda in fase di colloquio alla sua futura stagista come possa permettersi una Louis Vuitton se - appunto - non ha ancora trovato un lavoro. E quest'ultima, con un evidente e radioso sorriso a 32 denti, le svela il mistero: l'ha noleggiata. Fin qui è tutto bello, e anche - apparentemente - sostenibile, ma c'è un però. Un nuovo studio pubblicato da Environmental Research Letters (lo si può consultare per intero su iopscience.iop.org) e citato da dazeddigital.com sottolinea che noleggiare vestiti inquina e che, no, non è una pratica di moda green sostituibile neppure allo shopping responsabile. Ma come?

Photo credit: Westend61 - Getty Images
Photo credit: Westend61 - Getty Images

Non ce ne voglia Victoria Beckham: Posh Spice ha proprio recentemente annunciato l'ultima iniziativa della sua omonima casa di moda, che a Londra consentirà di noleggiare i vestiti grazie al suo team di consulenti. Direttamente alla porta di casa, queste ultime si presenteranno per aiutare le clienti a provare e scegliere abiti freschi di collezione (e lavanderia, dato che qualcun'altra li avrà già indossati prima!). Che l'esempio serva di rimando a quanto annunciato dalla fonte: "Lo studio ha dimostrato che noleggiare vestiti è l'opzione peggiore per l'ambiente a causa dei continui trasporti e dei vari lavaggi tra una cliente e l'altra". Insomma, la pratica sarà comunque utile per limitare la produzione di massa ma resta comunque una falla al centro del dibattito. E ora come la mettiamo?

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