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"Senza Cesa con chi trattiamo?". Effetto Catanzaro sulla crisi di governo

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·2 minuto per la lettura
Lorenzo Cesa during The "Noi con l' Italia-Udc" list closes his election campaign in Rome, in the "Temple of Hadrian" in Piazza di Pietra, Raffaele Fitto, Lorenzo Cesa and Maurizio Lupi will take part., on March 2, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Andrea Ronchini/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Lorenzo Cesa during The "Noi con l' Italia-Udc" list closes his election campaign in Rome, in the "Temple of Hadrian" in Piazza di Pietra, Raffaele Fitto, Lorenzo Cesa and Maurizio Lupi will take part., on March 2, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Andrea Ronchini/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Da Palazzo Chigi non esce un fiato, le chat del Movimento 5 stelle esplodono. Lorenzo Cesa non è più un vecchio arnese dell’era berlusconiana, come i pentastellati lo avrebbero bollato non più di qualche settimana fa, il segretario di un partito inesistente. Lorenzo Cesa è uno dei possibili perni dell’operazione “responsabili”, i tre senatori dello scudocrociato se non sono determinanti per la sopravvivenza del governo poco ci manca, e la notizia deflagrata in mattinata di un avviso di garanzia della procura di Catanzaro per “associazione a delinquere aggravata da metodo mafioso” è stato come tirare un sasso su un vespaio già pericolante.

“Per assurdo tutto questo potrebbe favorire la trattativa”, dice un pontiere, che raggiunto a metà mattina ancora non sapeva ben valutare il possibile impatto della notizia sul piano di allargamento della maggioranza. Il ragionamento è questo: con Cesa per ragioni di opportunità fuori dai giochi, e in una condizione di spaesamento generale all’interno del suo partito, potrebbe essere più facile una sorta di tana libera tutti che renda attrattivo il cambio d’aria per i tre senatori che compongono la piccola pattuglia democristiana. “Il problema è che noi con Cesa trattavamo, così viene a mancare un interlocutore politico, ora con chi si parla?”.

La situazione si complica, ed è soprattutto il Movimento 5 stelle a ribollire. Fino a qualche mese fa di fronte a un caso del genere (oltre al caso Cesa è stato arrestato anche Franco Talarico, assessore in Calabria e coordinatore regionale dell’Udc) si sarebbero moltiplicati feroci post di attacchi e indignazione, dita puntate con giudizi dati per direttissima su Facebook per demonizzare l’avversario e rimarcare la propria diversità. I social e le agenzie di stampa tacciono. A esporsi, anche per il ruolo ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.