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Serie A, salvato il Decreto Crescita: da Ibra a Lukaku e De Ligt sollievo per la Serie A. Eriksen conviene più di Dzeko

Emanuele Tramacere
·2 minuto per la lettura

In un momento incredibilmente negativo per i conti economici di tutte le società sportive d'Italia e del mondo e in particolare per le più importanti società di calcio del nostro campionato, arriva una bella notizia dalle ultime mosse messe in campo ieri dal governo Conte, poi dimissionario. Nel corso dell'ultimo Consiglio dei Ministri il Ministro Spadafora ha infatti completato una doppia vittoria per il mondo dello sport. La prima e più celebrata è ovviamente il Decreto Cio che ha salvato l'Italia dall'esclusione dalle Olimpiadi, la seconda, passato forse in sordina, è invece il cosiddetto Decreto sulla fiscalità agevolata, che sistema e salva il vuoto normativo sul Decreto Crescita.

SALVATI I CONTI - Lo scorso 28 dicembre, infatti, una circolare dell'Agenzia delle Entrate aveva evidenziato come ci fosse un vuoto normativo sull'attuabilità delle norme regolamentate dal Decreto Crescita sul "rientro dei cervelli" dall'estero anche per il mondo dello sport. Sostanzialmente questa circolare annullava tutti i bonus fiscali (irpef agevolata al 50% sul lordo per gli stipendi dei giocatori a patto che mantengano la residenza fiscale in Italia per due anni, ndr.) di cui però le società (calcistiche e non) avevano usufruito fino a quel momento. Ieri il CdM ha invece approvato un decreto operativo che sana, anche retroattivamente (dato da non sottovalutare) quelle posizioni fiscali e rimette di fatto in vigore il Decreto Crescita e le sue agevolazioni anche per il mondo dello sport.

SOSPIRO DI SOLLIEVO - I club di Serie A che avevano iniziato a stanziare a bilancio dei fondi di rischio proprio per questa questione possono tirare oggi un sospiro di sollievo. Vale ad esempio per il Milan con Ibrahimovic, per la Juventus con De Ligt, per l'Inter con Lukaku, Sanchez e Conte, ma anche per la Roma con Mkhytarian e Pedro o per la Fiorentina con Ribery e via dicendo per tutti quei giocatori arrivati in Serie A dall'estero e con un contratto di durata di non meno di 2 anni.

EFFETTI SUL MERCATO - La norma però potrà avere a partire da ieri effetti immediati anche su questo e sulle prossime sessioni di mercato. Gli acquisti a titolo definitivo dall'estero potranno nuovamente godere di questi benefici, ma anche per scambi all'interno del nostro sistema dovranno essere prese in considerazione le agevolazioni maturate finora. Ad esempio lo scambio Dzeko-Eriksen non sarebbe più alla pari poiché sebbene lo stipendio netto dei due giocatori formalmente è molto simile, con gli effetti del Decreto Crescita il danese costa all'Inter al lordo molto meno rispetto a quanto non sta costando il bosniaco alla Roma.