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Serre riscaldate con gasolio agricolo, è crisi per caro prezzi

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Image from askanews web site
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Roma, 11 gen. (askanews) - Gli esorbitanti costi dell'energia elettrica e del gas, che dal primo gennaio hanno segnato nuovi aumenti, stanno mettendo in gravissima difficoltà molte aziende agricole padovane. A soffrire, in particolare, sono gli allevatori, che non riescono più a pagare le rate dei mutui, e i floricoltori, che faticano a scaldare le serre a causa delle bollette quadruplicate nel giro di un anno.

"I nuovi rincari scattati dal primo gennaio vanno ad appesantire ulteriormente il bilancio delle aziende agricole, già schiacciate dal balzo dei costi energetici che hanno segnato il 2021 - sottolinea Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova - Secondo le stime dell'Authority per l'energia, l'energia elettrica ha segnato nell'ultimo trimestre aumenti del 55%, mentre il gas è schizzato in alto del 42%. Tutto questo quando già l'anno scorso, rispetto al 2020, il costo dell'energia era già aumentato del 100% e quello del gas metano del 300%".

"Il fotovoltaico - prosegue - avrebbe potuto darci una mano, ma incredibilmente il Pnrr prevede un aiuto per chi deve smaltire i tetti d'amianto, mentre per gli agricoltori virtuosi che lo hanno già fatto non è previsto nulla. Siamo molto delusi, perché sulle rinnovabili ci aspettavamo un'attenzione che non c'è stata. Anche l'aumento dei costi indiretti è preoccupante, basti pensare che l'urea, fertilizzante ampiamente utilizzato per la preparazione dei terreni, ha visto quasi triplicati i costi, con un balzo da 300 euro a 850 euro a tonnellata, mentre il prezzo di altri concimi è salito mediamente del 60%. Ma tutti i costi sono lievitati in maniera esponenziale: chi volesse costruire un nuovo capannone dovrebbe prepararsi a spendere il 50% in più. In ginocchio anche i floricoltori, che non sanno più come sostenere i costi per riscaldare le serre. C'è perfino chi ha riattivato le vecchie caldaie a gasolio agricolo pur di risparmiare qualcosa".

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