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Shell mette a segno utile trimestrale più alto dal 2008. Pesano oneri da uscita Russia

Shell mette a segno il suo più alto profitto trimestrale dal 2008 nel bel mezzo del caro prezzi delle materie prime. Nel dettaglio Shell ha registrato un utile di 9,1 miliardi di dollari nei tre mesi conclusi alla fine di marzo, in linea con le aspettative degli analisti intervistati da Refinitiv. Tutto ciò rispetto a 3,2 miliardi di dollari nello stesso periodo di un anno prima e 6,4 miliardi di dollari per il quarto trimestre del 2021. La società ha anche annunciato piani per aumentare il suo dividendo di circa il 4% a 0,25 dollari per azione per il primo trimestre. I risultati "ci danno la fiducia per pianificare future distribuzioni agli azionisti e investimenti disciplinati che accelereranno la nostra strategia", ha dichiarato l'amministratore delegato Ben van Beurden. Le distribuzioni agli investitori nella seconda metà dell'anno potrebbero ammontare al 30% del flusso di cassa derivante dalle operazioni, secondo quanto indicato da Shell. "La guerra in Ucraina è prima di tutto una tragedia umana, ma ha anche causato una significativa perturbazione dei mercati energetici globali e ha dimostrato che un'energia sicura, affidabile e accessibile non può essere data per scontata", ha detto il CEO Ben van Beurden in una dichiarazione. I risultati di Shell seguono l'impennata dei profitti vista in tutta l'industria del petrolio e del gas, anche se molte oil major hanno subito costose svalutazioni dall'uscita dalla Russia. La rivale britannica BP ha annunciato piani per aumentare i riacquisti di azioni dopo che l'utile netto del primo trimestre è salito al livello più alto in oltre dieci anni. Shell ha confermato di aver avuto 3,9 miliardi di dollari di oneri al netto delle tasse nel primo trimestre a seguito della sua uscita dalla Russia. La società aveva precedentemente avvertito che avrebbe perso tra i 4 e i 5 miliardi di dollari di valore delle sue attività dopo essersi ritirata dal paese.

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