Shinzo Abe & BOJ: uscita dal tunnel o suicidio?

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FTSEMIB.MI21.675,75-259,59

Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) ultime notizie di rilevanza economico-finanziaria dal Giappone sono le seguenti due: 1) La politica monetaria espansiva della Bank of Japan 2) Politiche di stimoli fiscali del primo ministro Shinzo Abe Il problema giapponese, paese con rapporto Debito/Pil del 230%, è il lungo purgatorio della “Trappola della Liquidità” tanto cara a Keynes. Rispetto ad altri paesi il debito Nipponico è principalmente interno, detenuto da giapponesi; il problema che si è presentato recentemente è che a) il tasso di risparmio delle famiglie negli ultimi anni è crollato (scendendo sotto il 2%) e b) l’attivo per finanziare il disavanzo di bilancio si va riducendo drasticamente. Considerando che la politica espansiva quantitativa della Bank of Japan potrebbe portare inflazione (quindi tassi alti di interesse e indebolimento dello yen), è un azzardo affermare che con la svalutazione ripartirebbe l’export senza intaccare e portare effetti peggiorativi su debito pubblico ed investimenti (privati e pubblici). Secondo Abe la politica monetaria espansiva, abbinata ad un incremento della spesa pubblica, sarà in grado di creare una crescita potenziale del Pil del 2% annuo. Paradossalmente c’è chi però non condanna Abe: tutti i paesi che hanno operato in regime di “austerità”, con il compiacimento del FMI (che ha ammesso l’errore della valutazione del moltiplicatore fiscale), hanno fallito l’obiettivo della crescita…che alla fine il Giappone abbia ragione contro tutti i pronostici (un po’ come avvenne negli anni 30 quando si commisero molti errori)? L’analisi grafica recente del cambio dollaro/yen e del Nikkei cosa evidenziano? 1) c’è stata un’effettiva forte svalutazione della moneta nipponica (all’interno della guerra al ribasso nei confronti di euro e dollaro); , 2) l’indice Nikkei ha avuto una forte accelerazione rialzista e sta andando a testare la resistenza importantissima di 11500 punti (primo obiettivo) per poi puntare alla media mobile a 200 periodi (grafico mensile di lungo periodo); 3) l’Macd ci dice che il ciclo ribassista di fondo sia finito; 4) dall’annuncio delle novità (metà novembre) le quotazioni del Nikkei (che ha andamento molto simile al FtseMib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) 40, ma è un caso…), in virtù della svalutazione dello Yen, sono cresciute più fortemente di quelle dello S&P500 americano. La resistenza di 11500 punti (in corrispondenza dei max del 2010) rappresenta l’ultimo ostacolo per una crescita delle quotazioni fino a 15000 punti nel medio-lungo periodo.

Riuscirà Abe a stimolare la domanda interna con una diminuzione del tasso di disoccupazione e aumentare la produzione industriale? 2013: Usa, Europa, Giappone e Cina, sarà un anno “particolare”? Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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