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Si chiude edizione 2021 della Green Week, Festival della Green Economy

·5 minuto per la lettura

Si è chiusa a Parma l’edizione 2021 della Green Week, il Festival della Green Economy promosso da ItalyPost con il Corriere della Sera, La Gazzetta di Parma e il sostegno di Credit Agricole e Lago, che ha registrato il tutto esaurito negli oltre 40 incontri e confronti della kermesse, registrando oltre 2.000 presenze, le uniche consentite e possibili con le normative attuali. Molti interessati, purtroppo, non hanno trovato posti disponibili e, come altre diecimila persone che non si sono potute recare a Parma, hanno partecipato alla manifestazione seguendola nei diversi canali social attrezzati dagli organizzatori

A testimoniare il ruolo di primo piano a livello nazionale su questi temi raggiunto dall’appuntamento è stata la massiccia e qualificata presenza di imprenditori e manager che, nonostante il periodo estivo, sono voluti intervenire in presenza per testimoniare il loro impegno diretto e l’importanza strategica che ha la sostenibilità nelle loro scelte industriali.

Uno dei momenti cardine della manifestazione è stata certamente la cerimonia di inaugurazione del Festival, quando Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, ha evidenziato come, dai risultati della ricerca, elaborata a partire dal rapporto GreenItaly 2020, “è emerso che sono oltre 175mila le imprese del nord che negli ultimi 5 anni hanno investito in prodotti e tecnologie per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di anidride carbonica. I risultati non si sono fatti attendere: queste imprese hanno dimostrato di essere più competitive, attirando investimenti e nuove assunzioni”.

E proprio il rapporto tra aziende e sostenibilità è stato uno dei leit motiv della Green Week, grazie anche alla presenza di imprenditori e manager di spicco, come il presidente di Davines, Davide Bollati, che ha affrontato assieme ad Andrea Illy e Maria Paola Chiesi il tema della regenerative economy, o Eric Ezechieli, co-founder Nativa, Massimo Mercati, amministratore delegato Aboca, e Roberta Pontrelli, responsabile amministrazione e finanza di Panino Giusto, che hanno parlato dell’impatto delle “Benefit Corporations”; di grande interesse anche il dialogo tra Enrico Giovannini, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile con il sindaco di Parma, il confronto tra Aldo Bonomi, sociologo, direttore AAster, Roberta Fileni, vicepresidente e amministratore delegato Fileni Alimentare, e Andrea Pontremoli, amministratore delegato e direttore generale Dallara, con la loro riflessione sul ruolo dell’impresa nello sviluppo del capitale sociale nella fase post-Covid.

Al centro del dibattito, però, anche riflessioni sugli obiettivi green del Next Generation EU, offerte da un “confronto tra sindaci” che ha visto la partecipazione di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e vicepresidente Anci, e Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona; o sulle strategie per la ripartenza del Made in Italy, in un dialogo tra Nicola Bertinelli, presidente Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Gianpiero Calzolari, presidente Gruppo Granarolo, Camilla Lunelli, contitolare e direttore comunicazione Cantine Ferrari, e Paolo De Castro, deputato Parlamento Europeo. La manifestazione di Parma è stata anche l’occasione per affrontare questioni più concrete come lo sviluppo di un’industria dell’acciaio “verde” in Italia, con contributi di Roberto Conte, amministratore delegato I.Blu – Gruppo Iren, Carlo Mapelli, docente di Metallurgia Politecnico di Milano, e Giuseppe Pasini, presidente Feralpi Group.

Ad arricchire la qualità del pubblico e del dibattito anche un gruppo di oltre 300 universitari e ricercatori provenienti da tutte le migliori università italiane, che hanno approfondito le varie sfaccettature della sostenibilità, sia nei tre giorni di incontri a Parma che visitando, nei giorni immediatamente precedenti, 38 Fabbriche della Sostenibilità, sparse in tutta Italia, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, dalla Campania alla Lombardia, passando per Toscana ed Emilia-Romagna, e fino al Trentino. Aziende, cantieri, centrali hanno aperto le porte per far toccare con mano i principi dell’economia circolare e delle filiere verdi. Durante il tour delle Fabbriche della Sostenibilità, gli studenti e i ricercatori hanno potuto visitare gli impianti Snam, come quello di Azzano Decimo (PN) gestito dalla controllata IES Biogas, dove si è riusciti a raggiungere l’autosufficienza in collaborazione con la Società agricola Principi di Porcia e Brugnera, aziende simbolo del riciclo e dell’economia circolare come Amorim Cork, LaPrima Plastics, Lucaprint, Saib, Dal Maso Group e Fomet, specializzate rispettivamente sul recupero di sughero, materiali plastici, cartone, legname, sali da scarto per la conservazione delle pelli e lavorazione dei letami per fertilizzanti agricoli.

Le visite hanno incluso anche il mondo della conceria come Dani e Conceria Montebello, quello della grande produzione agricola con Mutti, Consorzio Melinda e Cielo e Terra, prima in Italia ad aver introdotto il lean management in un’ottica di cambiamento e miglioramento. E ancora: Lombardini22, gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria che da sempre investe su tecnologia, innovazione e sostenibilità, il DHL Express International Malpensa Hub presso l'Aeroporto di Malpensa si è mostrato come eccellente esempio di connubio tra innovazione e sostenibilità.

Presenti anche le produzioni industriali di ABS – Acciaierie Bertoli Safau, Camomilla Italia, Dallara, Davines, Feralpi Group, Buzzi Unicem, Verallia, Laterlite, FITT, IRSAP, Kerakoll, Lago, G&G Service, Opem, Tessuti di Sondrio, Zordan, Whirlpool e Officine Mario Dorin, e lo smaltimento di rifiuti e scarti di produzione di Etra, Medio Chiampo e Iren, che ha aperto le porte del PAI Polo Ambientale Integrato di Parma, un insieme di impianti progettati per lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi, con un termovalorizzatore cogenerativo che nasce dalle migliori tecnologie esistenti, e del PAD Parco Acque depurate di Mancasale, impianto che si distingue come primo impianto di riuso delle acque in Emilia-Romagna.

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