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Si infiamma Gedi (+7.8%) scontro in casa De Benedetti

Antonio D'Alterio
 

Secondo molti organi di stampa il board del gruppo CIR gestito dai figli dell'ingegnere Carlo De Benedetti starebbe valutando lo smembramento del gruppo Gedi, al fine di valorizzare su richiesta proprio del papà Carlo de benedetti la testata giornalistica Repubblica, asset principale del gruppo che conta come azioni anche gli Agnelli e Carlo Perrone.

Ma in realtà secondo gli analisti di banca IMI essere valorizzato sarebbe la divisione radio che ha un margini in termini di redditività pubblicitaria, rispetto alla carta stampata strutturalmente ormai in crisi da anni.

Gli effetti in borsa non ci sono fatti attendere con il  gruppo editoriale che capitalizza circa 150 milioni di euro ma che ne fattura  650 mln  a fine 2018,  ma con un perdita di 32 milioni ed una posizione finanziaria netta in peggioramento a 103 milioni, in leggero miglioramento rispetto ai 115 mln del 2017.

Dunque quello che può essere classificata almeno in apparenza come una faida interna, in realtà potrebbe trasformarsi in una grande opportunità in termini di creazione del valore  , anche considerando lo spin off delle attività conferite al gruppo Gedi, che al suo interno conta anche il Secolo XIX, La Stampa e le emittenti radio di livello nazionale, come radio Deejay, radio Capital e M2O.

Dal punto di vista della dinamica del prezzo nell'arco del solo 2019 il titolo dei massimi di 0 4280 ha perso il 43%, considerando  il minimo a 0,2425 registrato lo scorso 10 ottobre e da cui assono scattati gli acquisti.

Infatti proprio grazie alle polemiche scaturite dalle critiche di Carlo De Denedetti ai figli, gestori del gruppo editoriale, che si è risvegliato l'interesse degli investitori con i volumi decuplicati in una sola seduta , passando da una media di poco inferiore ai 3 mln a oltre 22 mln.

Strategie operative su Gedi

Sia in ottica speculativa di breve termine ( 1/2 mesi), che in in una prospettiva di investimento a lungo termine (4/8 mesi), occorre considerare il fatto che effettivamente le quotazione del gruppo sono molto sacrificate rispetto ai fondamentali espressi.

Ragione per cui è possibile beneficiare da qui ad almeno sei mesi di una serie di iniziative del management volte a valorizzare gli asset interni , rivedendo eventualmente le politiche di rilancio deciso in precedenza, ora messa in discussione dal patriarca del gruppo CIR, Carlo De Benedetti.

Perl le posizioni long: acquistare ai prezzi di quotazione una percentuale relativamente bassa della propria liquidità disponibile al fine di incrementarla qualora i prezzi scendano al di sotto di quota 0,27 e 0,24€.

Liquidando in stop loss l'investimento sono nell'eventualità venisse centrato un prezzo ora distante a 0,18€.

Sebbene la distanza dallo stop rispetto ai prezzi di quotazione sia elevata, con una corretta gestione della liquidità disponibile è possibile creare un prezzo medio più ravvicinato.

Al contrario se il titolo continuerà a crescere sarà possibile valorizzare i primi investimenti già oltre 0.45€ , usufruendo quindi di rendimenti interessanti.

Grafico Gedi di Tradingview

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