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Si quota in Borsa l’app di dating online Bumble, fissato il prezzo dell’Ipo

Matia Venini
·2 minuto per la lettura
Si quota in Borsa l’app di dating online Bumble, fissato il prezzo dell’Ipo
Si quota in Borsa l’app di dating online Bumble, fissato il prezzo dell’Ipo

La piattaforma di appuntamenti pensata per le donne (e con una donna alla guida) giovedì comincia a scambiare al Nasdaq

Un’altra applicazione di incontri è pronta a sbarcare a Wall Street. Dopo Match Group, società proprietaria di Tinder e di altre sei dating app, giovedì arriva sul Nasdaq Bumble, piattaforma di appuntamenti pensata per mettere al centro le donne. L’azienda venderà le proprie azioni a 43 dollari ciascuna, raccogliendo 2,2 miliardi di dollari dagli investitori. La valutazione iniziale è di 8 miliardi. La quotazione, guarda caso, arriva pochi giorni prima di San Valentino, festa degli innamorati.

GIRL POWER

Bumble funziona in maniera molto simile a Tinder: è possibile mettere “like” al profilo di una persona che si ritiene interessante e, se l’apprezzamento viene ricambiato, cominciare a chattare. A differenza della sua più famosa rivale però, questa app di incontri permette solo alle donne di prendere l’iniziativa e di scrivere per prime in caso di “match”.

LA SOCIETÀ

Bumble Inc, società proprietaria dell’applicazione, possiede anche Badoo, altra piattaforma di appuntamenti ben più conosciuta. A settembre 2020, le due dating app contavano insieme 40,6 milioni di utenti attivi mensili; di questi, 2,4 milioni usufruivano del servizio a pagamento, numero in aumento del 18,8% rispetto allo stesso mese del 2019. D’altronde, con tutte le attività chiuse per l’emergenza coronavirus, le applicazioni di appuntamenti sembrano essere uno dei pochi modi per conoscere persone nuove.

UNA STORIA TRAVAGLIATA

La scelta di Bumble di mettere le donne al centro parte dei vertici. A capo della società c’è infatti la 31enne Whitney Wolfe Herd, già co-fondatrice di Tinder, e il 73% del consiglio di amministrazione è di sesso femminile. La storia dell’azienda è decisamente travagliata: fino al 2019 la quota di maggioranza era detenuta da MagicLab, realtà di proprietà del miliardario russo Andrey Andreev. Dopo un’indagine interna alla società, Andreev è stato accusato di comportamenti misogini e costretto a vendere la sua partecipazione a Bumble all’azienda finanziaria Blackstone.

POCHE DONNE A WALL STREET

Whitney Wolfe Herd è destinata a entrare nella Storia: è infatti una delle pochissime donne ad aver fondato una società e ad averla guidata all’offerta pubblica. Oggi le donne rappresentano solo il 7,4% degli amministratori delegati delle aziende comprese nella Fortune 500, la lista annuale pubblicata dall’omonima rivista che classifica le migliori 500 imprese statunitensi per fatturato. Il Nasdaq stima che solo 20 delle società pubbliche americane attive oggi siano state guidate all’offerta pubblica dalla fondatrice.