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Si smorza calo manifatturiero eurozona ma si accentua in Italia -3-

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Roma, 2 dic. (askanews) - Tornando all'insieme dell'area euro, secondo Markit a novembre sia il sottosettore dei beni intermedi che quello de beni di investimento hanno riportato contrazioni, anche se in entrambi i casi i tassi di declino sono stati più deboli, mentre l condizioni operative del sotto settore dei beni di consumo invece sono rimaste invariate.

Tra le otto nazioni coperte dall'indagine, solo la Grecia e la Francia hanno riportato a novembre un'espansione manifatturiera. La Germania è rimasta in coda alla classifica, anche se ha registrato il risultato del relativo Pmi migliore in cinque mesi. Austria e Spagna precedono appena la Germania riportando allo stesso modo tassi di contrazione più deboli, mentre l'Italia, dice Markit, ha registrato il Pmi più basso in otto mesi.

"Il settore manifatturiero ha probabilmente agito durante la fine del 2019, e per l'ennesima volta, da forte traino al ribasso per l'intera economia dell'eurozona". Ma secondo il capo economista di Markit, Chris Williamson l'indagine "riporta qualche segnale incoraggiante, alimentando la speranza che forse il peggio per i produttori manifatturieri dell'area euro sia passato, ad eccezione di alcuni ostacoli, in particolare la Brexit e le guerre commerciali".

"Forse il fattore più positivo è la forte ripresa dell'ottimismo, in particolare in Germania dove le prospettive di crescita della produzione per il prossimo anno sono aumentate al tasso più alto in cinque mesi. Il rinnovato ottimismo dei produttori in parte riflette le minori preoccupazioni sulle guerre commerciali. Nonostante ciò - avverte però Williamson - dobbiamo ancora osservare un notevole rallentamento del tasso di contrazione degli ordini prima di entusiasmarci troppo".