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Si specula sul wrestling Trump-Covid

Pierluigi Gerbino
·4 minuti per la lettura

I mercati finanziari, completamente dissociati dalla realtà economica, hanno dimenticato presto la paura provata giovedì scorso e sfogano la loro frenesia speculativa scommettendo sull’esito del match “Trump vs. Covid”. Scommettono che sarà proprio come un incontro di Wrestling, dove il prestabilito vincitore  rifila finte mazzate al prestabilito perdente, facendo il giro del ring dopo ogni colpo che manda l’avversario al tappeto, per raccogliere le urla festanti dei suoi tifosi.

Abbiamo visto ieri il filmato demenziale in cui il grande combattente ha fatto il giro in auto blindata tra la folla osannante, per dimostrare di aver già tramortito il nemico Covid e rassicurare che l’incontro terminerà presto con un K.O. E avanti col il prossimo sfidante, un certo Biden, qualcuno lo conosce?

Chissà la gioia dei 4 agenti della sua scorta che lo hanno accompagnato sul furgone presidenziale! Ora devono farsi la quarantena e sperare di non fare la fine di parecchi altri dello staff presidenziale, che si sono beccati il virus.

Il copione ora prevede le dimissioni veloci dall’Ospedale, avvenute questa notte (fatto!), e la ripresa tra pochi giorni della campagna elettorale. Intanto il primo messaggio agli americani è stato la dimostrazione lampante che il virus non è riuscito a infondergli un minimo di umiltà, magari momentanea, come invece capitò a Boris Johnson, che capì i suoi errori dopo la dura esperienza in ospedale.

Trump invece non ha mai sbagliato in vita sua (parole sue) ed ha detto agli americani: “State prudenti, ma uscite fuori. Non lasciatevi dominare dal virus. Si può combattere”. Se hai a disposizione un intero ospedale e i migliori  uomini e mezzi del paese più potente del mondo che si dannano per te, magari è così.

Ma non penso che i familiari del 205.000 morti si siano sentiti molto rinfrancati da queste parole, tantomeno l’esercito degli americani indigenti, che non ha l’assicurazione privata, e che deve usare la sanità pubblica.

I mercati invece sono stati molto rinfrancati dagli eventi ed hanno messo in piedi un mini-rally.

SP500 (+1,80%) ha chiuso sui massimi a quota 3.409. Con questa performance ha dimostrato che la media a 50 sedute, recuperata la scorsa settimana e nuovamente  testata col pullback di venerdì scorso, è diventata supporto. Inoltre ci ha mostrato la voglia speculativa di attaccare le resistenze, che abbiamo individuato la scorsa settimana. La prima è a quota 3.430, cioè dove si arenò il triplice tentativo rimbalzo della prima metà di settembre. La seconda è in area 3.450, che è il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% del movimento ribassista partito dai massimi del 2 settembre e conclusosi (forse) sui minimi del 24 settembre. Il superamento di questi due ostacoli fornirà alla speculazione bullish la possibilità di scommettere sul ritorno ai massimi storici, per archiviare la correzione autunnale e ripristinare il movimento rialzista primario “verso l’infinito ed oltre”.

Il buonumore dei compratori si è riversato anche sugli altri indici americani, soprattutto sul Nasdaq100 (+2,25%) ed ancor più sulle small cap, con il loro indice Russell 2000 a segnare un maestoso +2,70%.

Sebbene con meno vigore, dato il minor tempo a disposizione per maturare l’entusiasmo, anche le borse europee hanno gioito per l’epilogo trionfante del week-end ospedaliero di Trump. Hanno chiuso la giornata con rialzi intorno al punto percentuale, chi più, chi meno, ed Eurostoxx50 ha sintetizzato la giornata delle blue chips dell’Eurozona con un +0,92% a quota 3.220.

Anche Eurostoxx50 oggi potrà così provare ad attaccare la sua prima resistenza, a quota 3.227, massimo del 28 settembre. Superata questa, l’appuntamento più ostico è a 3.250, dove in questi giorni transitano, sottobraccio, sia la media esponenziale a 50 sedute che la media semplice a 200 sedute. 

Si tratta delle due medie che l’indice USA SP500 è già riuscito a superare. Quella a 200 sedute fin da fine maggio, senza più violarla al ribasso. La scorsa settimana si è riportato anche sopra alla media a 50 sedute. Invece l’indice delle blue chips europee giace ancora al di sotto di entrambe.

Questa fatto, meglio di qualunque altra parola, esprime la differenza di entusiasmo dei compratori tra le due sponde dell’Oceano Atlantico.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online