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Sicurezza informatica, il mercato vale in Italia 1,3 miliardi

Mch

Milano, 5 feb. (askanews) - Cresce il mercato della sicurezza informatica in Italia: nel 2019 tocca quota 1,3 miliardi di euro, in crescita dell'11% rispetto all'anno scorso. E' quanto emerge da una ricerca dell'Osservatorio Information Security e Privacy della School of Management del Politecnico di Milano. "La sicurezza informatica non è più percepita come un ostacolo all'adozione di nuove tecnologie e servizi, ma come un fattore fondamentale per il successo del business", ha spiegato Alessandro Piva, Direttore dell'Osservatorio Information Security & Privacy.

Dalla ricerca emerge che nel 40% delle imprese è assente una specifica funzione e una figura direzionale dedicata all'Information Security. E sono poche le imprese in cui la funzione Security riporta a una funzione aziendale diversa dall'IT (17%) o direttamente al Board (16%). "Questo - ha spiegato Piva - genera incertezza e oltre un'impresa su due è insoddisfatta di come viene gestita".

Sul mercato vengono ricercate figure da inserire in organico, ma il 77% delle aziende che vogliono assumere hanno difficoltà a reperire profili specializzati. La figura più ricercata è il Security Analyst, che valuta i rischi, seguita dal Security Architect, che cura il disegno armonico e coerente delle misure di security, e dal Security Engineer, che monitora i sistemi e propone soluzioni per rispondere agli incidenti.

"Anche dal punto di vista della privacy ci sono evidenti miglioramenti in relazione all'adeguamento al Gdpr", ha aggiunto Gabriele Faggioli, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Information Security & Privacy. Il 55% delle imprese, stima lo studio, ha completato i progetti di adeguamento al Gdpr (+31% sul 2018), nel 30% queste iniziative sono ancora in corso, il 5% si trova ancora nella fase di analisi dei requisiti, mentre nel 10% il tema non è ancora all'attenzione del board.

Capitolo a parte per le minacce cyber. Come ha detto Faggioli, "le imprese sono chiamate ad attivare logiche di security-by-design e strumenti di protezione in tempo reale" per evitare gli attacchi. Una alternativa è spostare il rischio e affidarsi alla cyber insurance. Secondo lo studio, circa un terzo del campione ha attivato coperture assicurative di trasferimento del rischio cyber (in linea col 2018), suddivise fra imprese che hanno scelto polizze completamente dedicate al cyber risk (19%) e altre che hanno preferito assicurazioni generaliste che coprono in parte questo rischio (11%). Il 37% sta valutando (+12% sul 2018), il 23% non è al momento interessato, il 10% non le conosce.