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Silicon Valley, solo grassi e proteine per aumentare l’efficienza al lavoro

La “Keto diet” richiede di privare il corpo di carboidrati riducendone al minimo l’assunzione (Getty)

di Fabrizio Arnhold

Tanti grassi, una buona quantità di proteine e niente carboidrati. E’ la dieta dei paperoni hi-tech della Silicon Valley che fa inorridire i nutrizionisti. Un regime alimentare che, pare, riesca a rendere i guru tech ancora più intelligenti e produttivi. Il menù si ispira alla “Keto diet”, la dieta chetogenica.

Si tratta di un regime che comincia a diffondersi negli anni Venti e in medicina viene utilizzato per trattare casi di epilessia complicata sui bambini, ma anche casi di diabete. Uno dei suoi sostenitori, secondo il sito “Healthline”, è un italiano, il professor Gianfranco Ceppello de La Sapienza di Roma.

Il principio su cui si basa prevede la possibilità di far bruciare al corpo più grassi anziché carboidrati. La “Keto diet” richiede di privare il corpo di carboidrati riducendone al minimo l’assunzione – solo 50 grammi al giorno contro i 225-325 grammi raccomandati dalle autorità Usa – a favore di alimenti ricchi di grassi e proteine come carne, pesce, uova, formaggi e avocado. Senza carboidrati, in pratica, si dovrebbero bruciare le scorte di grasso.

Questa dieta aiuterebbe anche ad aumentare l’energia. I guru della Silicon Valley punterebbero proprio a questo regime per aumentare energia e concentrazione, con un conseguente aumento anche della produttività. Melia Robinson, autrice di Business Insider, ha deciso di provare la dieta Keto per qualche settimana. “Lo scorso anno ho trascorso due mesi mangiando pancetta, burro e avocado, per capire come mai il movimento keto fosse così popolare tra i lavoratori del settore tecnologico”, racconta Melia, secondo cui il primo effetto virtuoso della dieta è di riorganizzare la piramide alimentare.

Massimo 50 grammi di carboidrati al giorno, ossia l’equivalente di tre mele. I grassi sani, secondo la dieta, dovrebbero essere l’80% delle calorie di una persona, le proteine il 20%. Secondo il Center for Desease Control, invece, mediamente gli americani prendono il 50% delle loro calorie da carboidrati, il 30% dai grassi e il 15% da proteine. Dopo due mesi di dieta, Melia aveva perso 8 chili. “Mi ha fatto sentire un supereroe”, ha confidato.

I nutrizionisti però invitano alla cautela. Lisa Cimperman, dietologa della University Hospitals Case Medical Center di Cleveland, in Ohio, e portavoce della Academy of Nutrition and Dietetics, sostiene che “quando il corpo entra in “ketosis” ci sono cedimenti muscolari, si accumula stanchezza e si entra in modalità di estrema fame, così diventa anche difficile perdere ulteriore peso”. I benefici si ottengono nel breve termine, alla lunga questa dieta ricca di grassi e proteine può affaticare reni e fegato.