Sisma Emilia, scontro a Bruxelles sui fondi Ue

Roma, 9 nov. (LaPresse) - Giornata di scontro a Bruxelles sul bilancio comunitario, tra la Commissione europea e i Paesi membri, con la prima che chiede un allargamento del budget e i secondi che rispondono di non volerne sapere: in tempo di austerità, dicono, anche l'Unione deve stringere la cinghia. Nell'occhio del ciclone finiscono i fondi destinati all'Italia per il sisma che ha colpito l'Emilia Romagna a maggio. A guidare i Paesi contestatari Gran Bretagna, Olanda e Germania. Contrari anche Svezia e Finlandia. Alla fine di una giornata tesa, sui soldi per i terremotati si trova una intesa in extremis, dovrebbero avere il via libera definitivo all'Ecofin di martedì prossimo.

Oggetto della contesa 670 milioni di euro, che dovrebbero essere destinati all'Emilia nell'ambito di un correttivo al bilancio comunitario 2012. Ma è proprio quel correttivo a spalancare il problema: la Commissione chiede agli Stati membri 9 miliardi di euro in più (su 129 attualmente previsti) per coprire il budget 2012, sostenendo che altrimenti i soldi non basteranno per coprire tutte le istanze di pagamento - presentate dagli stessi Stati membri - sulla base dei fondi stanziati. Indicazione messa in dubbio dai Paesi che non vogliono pagare. "Dubito fortemente" che manchino i soldi, ha detto il ministro delle finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem su Twitter. "L'Europa deve praticare la stessa disciplina fiscale che chiede agli Stati membri", incalza il collega inglese, il segretario al Tesoro Greg Clark. "Non si può usare la carta di credito e poi bloccare l'addebito in banca. Questo è quello che sta facendo il Consiglio Ue", ribatte su Twitter Giovanni La Via, eurodeputato Pdl relatore per il Parlamento europeo sul bilancio dell'Ue.

Dopo ore di contrattazioni, non trovandosi un accordo, nel pomeriggio l'Ecofin è stato prima sospeso e poi rinviato a martedì prossimo. I fondi per l'Emilia sembravano saltati, ma si è trovato un accordo di massima in extremis nel corso della riunione del comitato di conciliazione, organismo che viene convocato per trovare un accordo quando c'è scontro tra il Consiglio (vale a dire gli Stati membri, in questo caso nella sua versione Ecofin che riunisce i ministri economici) e il Parlamento. A permettere il raggiungimento dell'intesa sarebbe stato il commissario al Bilancio dell'Ue, il polacco Janusz Lewandowski, che ha avanzato una nuova proposta all'ultimo minuto. L'intesa, ha annunciato La Via, prevede la "mobilitazione il più presto possibile" dei fondi per l'Emilia. Confermati i 670 milioni, il contributo della Gran Bretagna dovrebbe essere pari a 82 milioni di euro, secondo quanto anticipa su Twitter Bruno Waterfield, corrispondente da Bruxelles del Daily Telegraph. L'accordo dovrà comunque essere sottoposto al via libera definitivo, nell'ambito del correttivo complessivo al bilancio 2012, del prossimo Ecofin di martedì.

Sconcerto esprime su Twitter Antonio Tajani, commissario Ue all'Industria e vicepresidente della Commissione: "Riserva di alcuni Paesi Ue sul fondo di solidarietà per i terremotati. Non è questa l'Europa che vogliamo costruire. Spero in accordo finale".

Duro il Pd: "L'Italia deve dare battaglia su tutti i fronti, politici e diplomatici per ottenere i fondi per l'Emilia Romagna", commenta Sandro Gozi, responsabile delle politiche Ue del Pd alla Camera. "Sono certa il governo farà tutto quanto in suo potere per garantire che i 670 milioni di euro che l'Emilia Romagna attende per continuare il suo percorso di ricostruzione e ripresa dopo il terribile sisma della scorsa primavera arrivino a destinazione", gli fa eco Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.

"Noi - sottolinea il leader di Sel Nichi Vendola - abbiamo in testa un'altra idea di Europa. L'Europa della solidarietà e dei diritti. Non l'Europa di chi dice che nulla può cambiare e che dobbiamo essere condannati alla crisi e all'austerità imposta da questi cinque governi egoisti e di destra".

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