Sla, l’impegno di Balduzzi e Fornero per i malati non autosufficienti

“L’Italia è ancora uno Stato di diritto?”. A porre il quesito è Salvatore Usala che, dal letto di casa al quale la Sla lo costringe, sta guidando la battaglia di molti malati affinché la legge di stabilità attualmente all’esame della Camera non vada a decurtare il fondo per le persone gravemente non autosufficienti che andrebbe a colpire, in particolar modo, le invalidità causate dalla sclerosi laterale amniotrofica.

Il Fondo per le non autosufficienze istituito nel 2007 dal Governo Prodi con 100 milioni di euro è stato accresciuto, nel corso degli anni, sino alla spending review dello scorso luglio che con il Dl 95/2012, articolo 23, comma 8 ha messo a disposizione del Fondo per gli interventi urgenti e indifferibili una somma di 658 milioni di euro per il prossimo anno. Una parte di questi soldi doveva essere riservata, “in via prevalente” (come dal testo della norma), al sostegno dell’assistenza domiciliare delle persone gravemente non autosufficienti. Il disegno di legge di stabilità, però, ha cancellato il Fondo per gli interventi urgenti e indifferibili originario e ne ha creato uno ex-novo, di 900 milioni di euro, con le finalità più disparate: dall’Università alla famiglia, dalla ricostruzione dell’Aquila al sostegno alle iniziative delle organizzazioni internazionali. Dopo avere preso in esame il testo del nuovo Fondo – dal quale è scomparso ogni impegno specifico per il Fondo per le non autosufficienze – le associazioni dei malati di Sla hanno chiesto al Governo che venga ripristinato l’apposito capitolo di spesa per le finalità assistenziali.

La reazione dell’associazionismo è stata forte. Negli scorsi giorni sessanta malati gravi di Sla o di altre patologie invalidanti hanno sospeso il loro sciopero della fame soltanto dopo avere avuto garanzie di un confronto fra il ministro della Salute Renato Balduzzi il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero e Salvatore Usala, segretario del Comitato 16 Novembre onlus. L’incontro è avvenuto lo scorso 31 ottobre ed è stato molto pragmatico e “tecnico”. Le parti in causa sono tornate sul testo della spending review, sul famoso art.23, comma 8 che parla di un finanziamento “in via prevalente” a favore dei non autosufficienti: a conti fatti su 658 milioni di euro si tratterebbe di almeno 330 milioni ma come verrà interpretato il testo? La richiesta dei comitati per garantire l’autosufficienza a tutti i malati sarebbe di 400 milioni di euro (circa 20mila euro per assistito) ma un punto di incontro fra le parti potrebbero essere i 350 milioni di euro ipotizzati da Usala dopo l’incontro con i ministri Fornero e Balduzzi. Ora i malati attendono che le promesse fatte vengano messe sulla carta. In caso contrario, a partire dal 12 novembre, circa 80 malati gravissimi “riprenderanno la protesta con azioni eclatanti ed estreme”.