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Smart working, Colao: "Problemi li pagano le donne"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

"Credo che il vero tema è non illudersi che l'introduzione della tecnologia cambi le cose. Ci siamo tutti abituati al lavoro da casa, da remoto, vorrei sapere poi come le aziende decidono cosa fare, che non diventi un ciclo continuo perché si sono rotti dei confini: dobbiamo fare una formazione, un'azione culturale dei capi perché c'è anche la tentazione di sfruttare lo smart working e chi paga di più" per i problemi creati dal lavoro agile "sono le donne". E' l'analisi che arriva dal ministro per l'Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao, intervenuto al webinar "Obiettivo 62%-l'occupazione femminile come rilancio nazionale. Le donne come priorità trasversale", organizzato da 'Fuori quota', 'Le Contemporanee' e 'Soroptimist international d'Italia', con il sostegno della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.

Il ministro ha sollecitato una 'misurazione' oggettiva e trasparente delle pari opportunità per le donne nel mondo del lavoro. "A me piacerebbe che ogni sito di ogni azienda di ogni ente, in alto a destra, avesse una piramidina e - non usando il rosa ma il rosso e il blu - si indicassero i ruoli ricoperti dalle donne a tutti i livelli" ha detto Colao. "E' facile avere il 50% di donne ma magari sono tutte in basso ai livelli" aziendali, ha osservato.

Al webinar il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha sottolineato che "la differenza salariale ha inciso sul ritorno al lavoro" nell'emergenza pandemia perché "se si doveva decidere chi doveva rimaneva a casa, il gap salariale ha fato scegliere l'uomo" e, in questo quadro, "le donne hanno ritardato di più il ritorno al lavoro perché si sono fatte carico della gestione della pandemia" e dei figli in Dad a casa.

"Non so se è per i numeri impressionanti" in tempo di pandemia" ma "si rischia di perdere tutto il terreno di quanto si era guadagnato per il lavoro e l'inclusione delle donne nel mondo del lavoro" e per questo, ha aggiunto Orlando, "bisogna costruire meccanismi di piattaforme anonime che denuncino chi viola l'art.27 che proibisce ai datori di lavoro di fare domande personali a una donna".

Il momento dell'assunzione, ha osservato Orlando, "è il passaggio in cui si decide se dare lavoro a una donna o a un uomo, servirebbe una piattaforma in cui si denuncia chi viola" il codice per le pari opportunità. Orlando ha quindi assicurato che è sua "intenzione promuovere un'azione che incida su questo passaggio".