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Smart working e congedo, cosa cambia

webinfo@adnkronos.com
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Smart working e congedo, ecco le novità. Il decreto sull’avvio dell’anno scolastico ha previsto due importanti possibilità per i genitori i cui figli under 14 sono stati posti in quarantena per contatti scolastici: la possibilità di svolgere l’attività lavorativa in modalità agile e, qualora il ricorso allo smart working non sia possibile, un congedo retribuito al 50%, evidenzia laleggepertutti.it.

Ma che cosa succede se il figlio viene posto in quarantena per dei contatti avvenuti al di fuori dell’ambito scolastico? In questo caso, il decreto non offre né la possibilità di fruire dello smart working, né del congedo. Tuttavia, il disegno di legge di conversione del decreto Agosto, approvato ieri in Senato, amplia la platea di beneficiari dello smart working, inserendo anche i genitori lavoratori con figli posti in quarantena per contatti avvenuti all’interno di palestre, piscine, strutture e circoli sportivi, strutture frequentate per lezioni di musica o lezioni di lingue, o per contatti avvenuti durante lo svolgimento di un’attività sportiva in generale.

La quarantena deve essere disposta dal dipartimento di prevenzione della Asl territorialmente competente; i periodi interessati dal provvedimento vanno dal 9 settembre al 31 dicembre 2020.

La legge di conversione del decreto non prevede, però, l’ampliamento della platea dei beneficiari del congedo retribuito per quarantena dei figli minori di 14 anni: possono beneficiare del congedo indennizzato al 50%, dunque, solo i lavoratori i cui figli siano stati posti in quarantena in base a contatti avvenuti nel plesso scolastico e non a contatti avvenuti al di fuori della scuola.

Resta ancora in piedi, poi, senza data limite, la possibilità di fruire di assenze non indennizzate, per i figli under 16, in caso di sospensione delle attività didattiche o dell’infanzia.