Torna la social card: ecco la nuova versione

Riecco la social card. A partire dal 2013 la carta acquisti introdotta nel 2008 dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti tornerà in versione riveduta e corretta. Oltre alle 15 città italiane con più di 250mila abitanti verrà estesa alle quattro regioni del Mezzogiorno nelle quali la povertà è più diffusa: Campania, Calabria, Sicilia e Puglia. Ma l’ampliamento del bacino d’utenza non sarà solamente geografico e includerà anche i cittadini stranieri e quelli di età compresa fra i 3 e i 65 anni finora esclusi dai benefici della social card. Per queste nuove categorie la fruizione dell’aiuto sarà vincolata alla partecipazione ai piani di inserimento nel caso dei disoccupati o a strumenti formativi per i bambini e gli stranieri. L’unica cosa che non cambierà sarà l’entità della ricarica che ammonterà a 80 euro a bimestre.

La scorsa settimana, nella sua ultima audizione alla camera, il ministro dell’Economia Vittorio Grilli aveva auspicato lo sblocco di 180 milioni per il finanziamento della carta acquisti ma le manovre per correggere la legge di stabilità sono tutt’ora in corso e si potrebbe addirittura arrivare a 200 milioni specificamente dedicati alla social card che andrebbero a rimpinguare il fondo di 900 milioni a disposizione della Presidenza del Consiglio  e successivamente indirizzato per i 2/3 al sociale. Fra una settimana, all’approvazione del nuovo testo, si saprà se la social card 2013 potrà contare su un fondo di 400 milioni di euro formato dai 200 milioni promessi da Grilli, i 150 milioni di fondi europei riprogrammati dal ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e i 50 milioni già stanziati e destinati alla sperimentazione.

Creata per sostenere la spesa alimentare, sanitaria e domestica dei beneficiari, la social card potrà essere rilasciata dai Comuni dopo aver valutato i requisiti dei richiedenti in base a quanto previsto dal Decreto legge 112/08. Le domande potranno essere effettuate negli uffici postali presentando lo specifico modulo e la documentazione. Per avere informazioni sulla social card è sufficiente  navigare sui siti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Inps oppure recarsi direttamente negli uffici postali. Come in passato sarà opportuno che ne facciano richiesta solamente gli indigenti. Non sono stati pochi, in questo quadriennio, i casi di religiosi in fila per ritirare la carta prepagata pur avendo fatto voto di povertà o di anziani e genitori che sono arrivati alla cassa di un supermercato con la card scaricata da remoto perché non in possesso dei requisiti necessari per il suo utilizzo.