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Solo il 35% delle aziende italiane di export investe su ecommerce

Red

Roma, 19 nov. (askanews) - Vendite online e internazionalizzazione, sono queste le sfide con le quali le aziende devono confrontarsi oggi. E se l'Italia è per natura un Paese esportatore, solo il 35% delle aziende che esportano lo fa investendo sull'e-commerce, e al Sud le vendite online pesano solo l'11% dell'intero Pil nazionale, al Nord circa il 45%. Per il 2019 si stima un valore dell'e-commerce mondiale di 3.000 miliardi di euro, con una crescita del 20% rispetto al 2018, a fronte di oltre 2 miliardi di consumatori.

Questa la fotografia del settore delle vendite online che emergono dalla ricerca di SRM presentati in apertura di "E-Commerce: il futuro è oggi! Sfide e opportunità" incontro organizzato a Napoli dall'Unione Industriali. Un incontro pensato per gli imprenditori e gli e-commerce manager che si trovano oggi ad affrontare la prova dell'internazionalizzazione online.

I Principali mercati mondiali sono Cina (con 1.320 mld di euro, +26%), Stati Uniti (con 680 mld di euro, +10%) ed Europa con 670 mld di euro (+11,5%). In Ue l'Italia occupa la quarta posizione (dopo UK, Germania e Francia) con un valore degli acquisti online prossimo ai 31,6 miliardi di euro e una crescita del 15% sul 2018.

Settori trainanti informatica, arredamento e abbigliamento. A comprare di più online sono gli uomini, e chi lo fa generalmente preferisce farlo con il proprio smartphone. Anche per l'e-commerce emerge la flessione della cosiddetta "quarta settimana": chi acquista preferisce farlo a inizio mese, in concomitanza con l'arrivo dello stipendio.

"Fare e-commerce significa fare azienda" — ha detto durante il suo intervento Anastasia Sfregola, sales director per il mercato italiano di Kooomo, la piattaforma tecnologica e-commerce di nuova generazione. Kooomo ha portato all'incontro, dove hanno partecipato anche altri grandi player della rete da Facebook a Triboo Digitale, la sua esperienza lunga 20 anni nel supportare aziende di tutti settori, in particolare food e moda, nell'approcciare il mercato online in maniera professionale. Kooomo segue passo dopo passo l'evoluzione e la scalabilità del business dei brand e sostiene il processo di internazionalizzazione delle aziende. "Nel percorso di digitalizzazione aziendale sono tante le componenti da valutare - continuano da Kooomo - l'imprenditore ad esempio dovrà individuare le giuste figure professionali, formare il team, adeguare la logistica la distribuzione, verificare i metodi di pagamento, le esigenze dei diversi utenti nelle diverse parti del mondo". Quasi il 67% dei consumatori, ad esempio, secondo Google, abbandona il carrello e interrompe quindi la transazione quando non trova la propria valuta al momento del pagamento.

Ecco perché secondo Kooomo la prima scelta da fare è la tecnologia. La piattaforma utilizza una tecnologica di nuovissima generazione, in cloud e con architettura in SaaS, che permette di andare online in tempi brevissimi, fra le 5 e le 10 settimane, di avere garanzie di efficienza e avere direttamente integrati in piattaforma oltre 200 partner tecnologici pronti a rispondere a tutte le esigenze delle aziende a partire dalla profilazione del target, alla logistica, ai pagamenti online.

Solo nell'ultimo anno su Kooomo sono state effettuate più di un miliardo di transazioni e le aziende che si sono affidate alla piattaforma hanno aumentato le proprie vendite online anche del 200%.