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Sono 40 i parlamentari 5 stelle espulsi

·3 minuto per la lettura

AGI - Salgono a 40 i parlamentari espulsi dai gruppi di Camera e Senato. Alla lista dei 35 - che hanno votato contro o si sono astenuti nel voto di fiducia al Governo Draghi fra i due rami del Parlamento - vanno aggiunti, infatti, altri cinque deputati. 

Tra i deputati considerati assenti non giustificati e, quindi, espulsi ci sarebbero Yana Ehm, Davide Zanichelli, Simona Suriano, Rosa Menga, Cristian Romaniello, viene riferito. 

Nelle tensioni che attraversano M5s, è in punta di regole che si gioca la partita delle espulsioni, nè mancano i riferimenti letterari per descrivere l'impasse.    

Le regole impongono, secondo l'avvocato Lorenzo Borrè, che la cacciata dei dissidenti debba essere ratificata dagli iscritti perchè sia valida.

"Incredibile: Crippa ha avuto 'indicazione' per l'espulsione da una carica che dall'altro ieri non esiste più", sottolinea Borrè, che in più occasioni ha assistito chi nella minoranza si è opposto a sanzioni e decisioni del Movimento.

"Crippa cita l'articolo 21 del regolamento del gruppo, che prevede la sanzione per il caso di 'mancato rispetto delle decisioni assunte dall'assemblea degli iscritti con le votazioni in rete', dimenticando - osserva ancora - che il voto on line degli iscritti era una 'consultazione', non vincolante ai sensi dell'art. 2, comma 5, del regolamento del gruppo, e non una delibera assembleare. Sì consiglia di ripassare la lettura dell'art. 4 e dell'art. 6 dello Statuto per cogliere la differenza sostanziale".    

"Ergo: non c'è violazione e comunque, vista la impraticabilitá della scorciatoia dell'indicazione del capo politico, che non esiste più, senza ratifica degli iscritti con il voto on line l'espulsione non è efficace. Si confida che il presidente della Camera, verificate le aporie dell'espulsione, rimandi la lettera al mittente", conclude Borrè.     

E dentro M5s c'è poi chi non manca di sottolineare che le dinamiche del gruppo parlamentare non si riflettono automaticamente sulla permanenza, o meno, dei 'malpancisti' nel Movimento: solo gli organi preposti, a partire dai probiviri, potranno stabilirlo.

Qualcuno tra i 5 stelle si rifa alla lite tra Achille e Agamennone per descrivere la spaccatura tra le due anime, maggioranza e minoranza, di M5s: "Né ho intenzione di restar qui disonorato, a procacciarti benessere e ricchezza. È molto più comodo rapinare premi a chiunque parli diverso da te. Sei un re che divora il suo popolo, poiché comandi su gente da nulla: se no, adesso, era l'ultima volta che insolentivi!'", questa la citazione dell'Iliade circolata tra le file M5s.  

"L'attività del gruppo parlamentare Movimento 5 stelle è informata ai principi di partecipazione trasparenza e responsabilità nell'ambito della leale collaborazione tra i suoi componenti", premette il capogruppo M5s alla Camera, Davide Crippa, nella lettera con cui ufficializza ai dissidenti l'espulsione dal gruppo.     

"Dal resoconto della seduta dell'assemblea di giovedì 18 febbraio - prosegue - risulta che tu abbia votato in difformità dal gruppo in occasione della mozione di fiducia al governo Draghi. Tale fatto oltre a denotare il mancato rispetto delle decisioni assunte dagli iscritti con la votazione in rete e, conseguentemente, dagli organi del Movimento pregiudica l'immagine l'azione politica del nostro gruppo parlamentare".

"Pertanto - si legge ancora - su indicazione del capo politico dispongo sentito il comitato direttivo la tua immediata espulsione dal gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle senza ratifica degli iscritti ai sensi dell'articolo 21 dello Statuto".